Dino Baggio ha rilasciato un’intervista ai microfoni di AS, tornando sul livello della Serie A tra anni Ottanta e Novanta e soffermandosi anche su Diego Armando Maradona. Secondo l’ex centrocampista, in quel periodo l’Italia rappresentava una vera e propria destinazione d’élite: “Tutti volevano venire qui. C’erano meno stranieri rispetto a oggi, ma erano tutti di livello mondiale. Era un campionato molto più selettivo. Insieme alla Premier League eravamo i più competitivi”. Poi il ricordo di un’epoca ricca di fuoriclasse: “Gli olandesi del Milan, l’Inter dei tedeschi, i brasiliani come Zico e Falcao, tanti Palloni d’Oro…”. Baggio sottolinea anche il cambiamento del calcio moderno: “Oggi i migliori scelgono Spagna, Inghilterra o Francia. In Italia arrivano quelli di troppo”.
Sui giocatori stranieri e l’adattamento alla Serie A, l’ex azzurro evidenzia la componente tattica: “Eravamo superiori sotto questo aspetto. La tecnica non bastava senza capire gli spazi. A meno che tu non sia Lionel Messi: forse ai nostri tempi anche lui avrebbe avuto difficoltà in Italia”. Infine, il confronto sulla durezza del gioco: “Era un calcio molto più fisico, si entrava duro senza problemi. Oggi è tutto più semplice. Maradona, nel calcio attuale, farebbe mille gol. Messi allora sarebbe stato massacrato. Per questo Diego è il più grande”.
