Sempre nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, è intervenuto anche il dirigente sportivo Paolo Taveggia, che ha espresso una dura analisi sullo stato del calcio italiano.
Il suo intervento si concentra sulla crisi del sistema e sulla necessità di un cambiamento profondo, sia a livello dirigenziale sia strutturale. Forte attenzione anche al tema economico e alla mancanza della Nazionale dai grandi tornei.
Particolarmente netto il passaggio sul futuro del movimento e sui settori giovanili, considerati uno dei punti più critici.
“Ci lamentiamo di tante vicende che non ci soddisfano nel nostro paese e il calcio è una di queste. Il calcio non è solo la passione che coinvolge tutti noi, il fallimento è anche finanziario ed economico. La Rai e Dazn hanno speso tanti soldi per avere i diritti televisivi, ma non si abbonerà nessuno o pochissimi perché non c’è l’Italia, ci sono sponsor che hanno investito e non vedranno il loro marchio perchè l’Italia al mondiale non c’è: l’Italia è una delle aziende più importanti del nostro paese, fallita per 3 volte e significa 12 anni di fallimento. Aspetteremo altri 4 anni nella speranza che qualcuno abbia il coraggio di alzarsi, andare via e lasciare il posto a qualcuno che costruisce qualcosa di nuovo. Non bisogna inventare nulla, basta guardare gli altri come fanno.
Bisogna investire nel settore giovanile. Se un papà paga per far giocare il figlio in una squadra, dopo 2 anni finita la mancia che hai dato per far giocare tuo figlio, questo verrà dileggiato da chi aveva vissuto 2 anni di invidia perchè poi i ragazzini sono così. E, alla fine, in casa ci sarà il dramma perchè non è nato il nuovo Maradona. E’ tutto un marciume, i genitori non sono preparati e ci cascano. Ma non è tutto: ci sono squadre che hanno il settore giovanile ceduto ad altri. E’ vero che non si può bloccare la circolazione degli stranieri, ma come gli altri paesi hanno fatto, si può intervenire sui settori giovanili, promettendo finanziamenti o premi ai settori giovanili che utilizzano il mercato italiano, che fanno giocare gli italiani.”
Taveggia sottolinea poi la necessità di un ricambio e critica l’idea di soluzioni “già viste”, senza un reale cambiamento del sistema.
“Non bisogna togliere una figurina e metterne un’altra uguale, ho l’età per poter dire le cose come stanno. Per il dopo Gravina si parla di facce già note, ma non si risolve così il problema. Non si può dare in pasto ai tifosi una soluzione miracolosa perchè non esiste, ci vuole voglia e tempo. Non dobbiamo ringraziare Gravina per ciò che ha fatto, se io avessi sbagliato per 8 anni di fila nessuno mi avrebbe ringraziato anzi mi avrebbero mandato via a calci nel culo.”
In chiusura, anche un pronostico sulla corsa scudetto, con il Napoli leggermente favorito sul Milan.
“Credo che il Napoli avrà la forza di imporsi, giocare bene e vincere la gara col Milan. Non credo che l’Inter però possa perdere questo scudetto. Ha solo un problema, quello di non sentirsi superiore agli altri ed è da sempre un problema della squadra nerazzurra”.
