Ex Napoli e Milan Graffiedi: “Pochi italiani, troppi stranieri”
A Radio Napoli Centrale, nel corso della trasmissione Un Calcio alla Radio, è intervenuto l’ex attaccante di Napoli e Milan Mattia Graffiedi, che ha analizzato la situazione del calcio italiano, soffermandosi in particolare sulla crescita dei giovani e sul confronto tra azzurri e rossoneri in vista della sfida di campionato.
Graffiedi, oggi allenatore in Serie D, ha espresso preoccupazione per la formazione dei calciatori nei settori giovanili.
“Da allenatore in Serie D come vedo i giovani arrivare dalle scuole calcio? I ragazzi giovani non sono pronti a livello tecnico e fisico. Hanno appreso tanta tattica, il problema Nazionale parte dal basso. Sia dilettanti, che settori giovanili fino a quello professionistico.”
L’ex attaccante ha poi ricordato anche il suo passato a Napoli e il legame con la piazza partenopea.
“Che effetto fa ricordare quel mio Napoli? Passare per questo club e questa città è stata una fortuna. Quando giochi a Napoli non sei mai fuoricasa. Sei sempre circondato da tantissimi tifosi. Nei momenti buoni e quelli negativi.”
Parlando del big match tra Napoli e Milan, Graffiedi ha sottolineato il peso della partita nella corsa alla Champions League e ha espresso un giudizio sulla lotta scudetto.
“Chi è messo meglio tra Milan e Napoli? Partita importante per la Champions, nessuna vuole perdere per cercare la qualificazione Champions League. Sono convinto che l’Inter è la squadra più forte, poche chance per Milan e Napoli per la rimonta Scudetto.”
Infine, un’analisi sul numero ridotto di calciatori italiani in Serie A e sulle dinamiche del mercato.
“Come mai ci sono così pochi italiani in Serie A, anche nelle società meno forti? Tantissimi stranieri tolgono posti ai nostri giovani. La realtà è che ci sono troppi stranieri. C’è troppo interesse dietro, il nome straniero fa “bello” a discapito dei nostri italiani. Penso al 2006, avevamo una batteria di attaccanti con gente anche in tribuna. E quest’anno si faceva fatica a mettere in campo due punte.
Costa meno prendere uno straniero? Ci sono interessi tra agenti e dirigenti. O tutti non capiscono di calcio o la cosa è abbastanza lampante. Il costo è molto più basso e sperano che il giocatore esploda spendendo zero”.
