Dopo il deludente percorso che ha portato l’Italia fuori dal Mondiale, la panchina azzurra torna al centro delle riflessioni. Tra i nomi più forti per il dopo Gattuso riemerge quello di Antonio Conte, già protagonista di un ciclo capace di riaccendere entusiasmo, pur conclusosi con l’eliminazione a un passo dalle semifinali.
L’ipotesi di un suo ritorno circola da tempo negli ambienti federali, ma si scontra con una realtà complessa: Conte è attualmente legato al Napoli e non ha mai messo in dubbio la volontà di proseguire il suo progetto. Per convincerlo servirebbe un’offerta tecnica e sportiva di altissimo livello, oltre a un accordo economico non semplice da sostenere.
Nel frattempo, l’incertezza ai vertici della Federazione, accentuata dalle dimissioni di Gravina e dalle elezioni imminenti, rallenta ogni decisione. La lista dei possibili candidati resta ampia: Mancini rappresenta una soluzione pronta e gradita, mentre Allegri condivide con Conte il vincolo contrattuale con il proprio club. Più defilate le opzioni Ancelotti, impegnato con il Brasile, e altri profili che al momento non convincono pienamente.
Conte, forte di numeri solidi nella sua precedente esperienza in azzurro, resta un’opzione affascinante. Tuttavia, tra ostacoli contrattuali e strategie federali ancora in evoluzione, il suo ritorno appare oggi più come un’idea suggestiva che una trattativa concreta.
Fonte: Il Mattino
