Il Mattino – Romelu Lukaku, cambia idea e torna. Il dietrofront, le telefonate e le condizioni. Pronto il volo privato

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Napoli's Romelu Lukaku

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Preferirebbe di no, ma alla fine tornerà. Alla fine Romelu Lukaku ha preparato il suo volo privato per questa sera. Dopo il polverone alzato la settimana scorsa, probabilmente consigliato dai medici della federazione belga, il gigante torna domani a Castel Volturno. L’ammutinamento è rientrato. Ma ora bisogna capire se il solco scavato dalla decisione presa in autonomia da Big Rom possa essere colmato. Di sicuro il Napoli non ha mandato giù l’atteggiamento dell’attaccante. E non ha fatto nulla per nasconderlo. In ogni caso, la riedizione di Celestino V, con il gran rifiuto a tornare a Napoli dopo la rinuncia alla tournée, sembra essere arrivato a una svolta: Lukaku torna a Napoli domani, per la ripresa degli allenamenti. Quando troverà ad accoglierlo Antonio Conte.

 

Il dietrofront

Lukaku non ne aveva alcuna voglia di tornare a Napoli. Ormai è convinto che il modo migliore per ritrovare la condizione sia allenarsi per conto suo a Bruxelles, come ha fatto anche in questo week end con i suoi terapisti e preparatori di fiducia. C’è un evidente mal di pancia legato all’impiego da parte di Conte: nelle ultime due gare non è mai sceso in campo, eppure è stato l’eroe di Verona, con il gol-vittoria al Bentegodi al 96’. Lukaku sostiene che per tornare al massimo deve giocare. E se non può farlo, meglio che si alleni in maniera specifica per conto suo. E non con il gruppo azzurro. Ed è rimasto molto stupito dalla reazione irritata del Napoli: non gioca mai, eppure all’improvviso è stato trattato come se fosse insostituibile. Ma De Laurentiis ha imposto il pugno duro perché le regole e gli accordi vanno rispettati: c’era l’intesa a rientrare a Castel Volturno dopo la rinuncia alla nazionale ed è quindi inaccettabile che un proprio tesserato faccia le cose per conto suo, senza concordare con il club, o peggio ancora andando contro le disposizioni della società.

Le telefonate

Le diplomazie sono al lavoro in maniera frenetica: per evitare che il gelo cali in maniera pericolosa, il Napoli potrebbe anche rinunciare alla multa o altre azioni per il mancato rientro a Castel Volturno. Ma queste sono questioni interne allo spogliatoio che gestirà Conte in persona. Il tecnico ha voluto recitare una parte distaccata in questa vicenda: ha lasciato che sia il ds Manna e il patron De Laurentiis a decidere cosa fare di Lukaku. E le eventuali sanzioni. Certo, l’aut aut del club è stato perentorio: se domani dovesse avere un ripensamento, verrebbe messo fuori rosa a tempo indeterminato. Con tutte le conseguenze del caso. Ma non si dovrebbe arrivare a questo. Almeno questo fino a ieri sera. Ma oggi è un altro giorno.

 

Le condizioni

Quello che questa guerra fredda ha messo in secondo piano sono le condizioni di Lukaku: De Bruyne, che si è infortunato tre mesi dopo, è quasi al top. Come ha dimostrato anche nell’amichevole tra Belgio e Usa in cui è stato in campo per 80 minuti. Lui, Romelu è lontanissimo da una forma accettabile. Ecco, cosa non è andato dopo l’intervento di Lukaku? Dal Belgio, lasciano trapelare – sia De Bruyne che Garcia – che la gestione ibrida (prima ad Anversa e poi a Napoli) della riabilitazione sia la causa principale del ritardo nella condizione. A cui si aggiunge il basso minutaggio in campionato. Una visione parziale. E poco convincente. Intanto domani Lukaku dovrebbe essere a Castel Volturno. Ma in estate i giochi sono aperti a ogni scenario, perché a Big Rom questo atteggiamento del Napoli sicuramente non è andato a genio. Per usare un eufemismo. E sicuramente chiederà al suo agente Pastorello di trovare una soluzione lontana da qui.   Fonte: Il Mattino

 

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