La coppia De Laurentiis-Chiavelli, il pensiero di Bianchini (Dg area business)

"Uno ha visione, l'altro i piedi per terra"

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Il direttore generale dell’area business del Napoli ha parlato anche di come funzione il sistema Napoli e quali sono i suoi punti di forza: “Il Napoli ha una grande peculiarità che è incarnata dal tandem di competenze manageriali composto da Aurelio De Laurentiis e da Andrea Chiavelli, che è l’amministratore delegato ma soprattutto l’anima finanziaria del club. Uno ha visione, l’altro ha i piedi per terra e capisce se la visione è sostenibile o meno. Chiavelli lavora con De Laurentiis da prima ancora di entrare nel calcio e sono una coppia professionale solidissima. A Bianchini viene chiesto anche dell’idea di De Laurentiis degli ammortamenti a quote decrescenti: “Da cosa viene? Dalla sua visione imprenditoriale. De Laurentiis ha preso un bagaglio di competenze maturato nel cinema e lo ha trasferito nel calcio. Ma è importante sottolineare che non lo ha fatto da solo: accanto a lui c’è una figura di altissimo livello finanziario come Chiavelli, che rappresenta la mente economica dietro molte operazioni”.

 

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“Il Napoli ha retto grazie alla competenza di un imprenditore visionario”

Infine un’analisi delle diverse fasi dell’era De Laurentiis a Napoli, lunga ormai 22 anni: “Una fase cruciale dell’era De Laurentiis è quella dal 2004 al 2018, cioè la costruzione del modello sportivo, peraltro caratterizzata da una presenza quasi costante in Europa una volta tornati in Serie A. Una continuità che ha permesso di creare valore per centinaia di milioni, che non è stato disperso ma è rimasto all’interno dell’azienda diventando una sorta di salvadanaio”. Una solidità costruita negli anni che ha permesso al club di resistere anche ai periodi più difficili: “Ed è proprio questo che ha consentito al Napoli di reggere anche momenti difficili, come il periodo del Covid: tutto ciò che era stato costruito prima ha permesso di attraversare senza contraccolpi due o tre stagioni drammatiche per il calcio. Senza quella lungimiranza finanziaria, forse il club non avrebbe retto. E questo risultato non deriva da immissioni illimitate di risorse della proprietà, ma dalla competenza di un imprenditore visionario e del suo braccio destro”.   Fonte: CdS

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