Salute, Celano (Apmarr): “Serve cultura One health che coinvolga pazienti, ambiente, comunità”

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(Adnkronos) – “La prevenzione non è solo diagnosi precoce o corretti stili di vita: è anche uso consapevole dei farmaci, aderenza appropriata alle terapie e attenzione al loro impatto complessivo, compreso lo smaltimento. È un percorso che chiama in causa pazienti, cittadini e sistema sanitario, perché la salute non è mai un fatto isolato”. Così Antonella Celano, presidente dell’Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr), intervenendo al talk ‘Un’unica salute’, che si è tenuto a Milano nell’ambito del Festival della Prevenzione, promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) nella Settimana nazionale per la prevenzione oncologica. 

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“Come associazione – ha spiegato Celano – riteniamo fondamentale coinvolgere attivamente i pazienti in una cultura della prevenzione più ampia e consapevole. Non si tratta solo di evitare la malattia ma di prendersi cura della salute nel quotidiano, con scelte informate e responsabili. È in questa visione che si inserisce il nostro impegno in ottica One health, che trova una concreta espressione anche nel progetto ‘Sosta’ che mira a sensibilizzare sull’uso corretto delle cure, sul consumo consapevole dei farmaci e sul loro corretto smaltimento, contribuendo a ridurre sprechi e impatto ambientale”, ha aggiunto. 

Sul tema del cambiamento degli stili di vita, la presidente di Apmarr ha sottolineato la dimensione culturale della sfida: “La reale disponibilità a modificare i propri comportamenti in favore di una salute ‘collettiva’ dipende soprattutto da un fattore culturale – ha osservato – Per troppo tempo la salute è stata interpretata come una questione individuale. Oggi sappiamo che è un bene condiviso, influenzato dall’ambiente, dalle scelte quotidiane e dalla sostenibilità dei sistemi di cura. Il passaggio decisivo è superare una visione centrata sull’individuo per adottare una prospettiva che tenga insieme persone, ambiente e comunità”. Per questo, ha concluso la presidente di Apmarr, “il ruolo delle associazioni è anche quello di fare cultura sul paradigma One health, nell’interesse di tutti. Informare, rendere comprensibili questi temi e tradurli in comportamenti concreti è parte integrante della prevenzione”. 

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