Doveva essere l’anno della definitiva consacrazione, si è trasformato invece in una stagione carica di rimpianti. Dopo la vittoria dello scudetto con il Napoli e con lo sguardo rivolto al possibile ultimo Mondiale con il Belgio, Romelu Lukaku ha dovuto fare i conti con un percorso meno lineare del previsto.
Arrivato nell’estate del 2024 come richiesta precisa di Antonio Conte, l’attaccante è stato acquistato dal Napoli a fine agosto per 30 milioni di euro, dopo aver iniziato la preparazione con il Chelsea. Fin dal suo debutto ha risposto presente, segnando subito contro il Parma e mettendo a tacere i dubbi di chi lo riteneva ormai lontano dai livelli dell’Inter.
Nel corso della stagione, Lukaku si è rivelato fondamentale per il successo azzurro, pur senza essere sempre appariscente. I suoi numeri — 14 gol e 6 assist in Serie A — raccontano di un contributo concreto, ma è soprattutto nel lavoro per la squadra che ha fatto la differenza. Sotto la guida di Conte, ha interpretato un ruolo più moderno: meno finalizzatore puro e più punto di riferimento offensivo, capace di giocare di sponda e liberare spazi per gli inserimenti dei compagni, tra cui Scott McTominay.
Un’evoluzione tattica che ha funzionato, contribuendo in modo decisivo alla conquista del quarto scudetto nella storia del Napoli. Tuttavia, resta la sensazione che questa stagione potesse rappresentare qualcosa di ancora più grande per Lukaku, lasciando aperto il dibattito tra consacrazione mancata e occasione solo in parte colta.
Fonte: Gazzetta dello Sport
