Immobiliare, Baglieri (Sda Bocconi): “73% del pil italiano composto da economia dei servizi”

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(Adnkronos) – “La servitizzazione dell’economia oggi si traduce in un semplice numero: l’Italia ha un prodotto interno lordo che per oltre il 73% è composto proprio da questo tipo di economia dei servizi e solo per il 20-23% da economia del prodotto. Si tratta di una dinamica comune a tutte le economie sviluppate e impone una trasformazione sull’arricchimento di prodotti e servizi per chi fa prodotti, e sull’aumento del valore creato attraverso la relazione per chi fa servizi”. Lo ha spiegato Enzo Baglieri, PhD – Associate Dean for Masters Division – Sda Bocconi School of Management, intervenendo al panel ‘La servitizzazione dell’economia: ripensare il modello di business, anche nell’intermediazione immobiliare’, nell’ambito dei Real Estate Awards 2026, l’evento che celebra talento, innovazione ed eccellenza nel settore. A sostenere l’edizione di quest’anno in qualità di Title Sponsor è idealista, portale immobiliare N.1 in Italia. In questo scenario, continua Baglieri, le aziende, anche nell’intermediazione immobiliare, sono chiamate a fare una scelta strategica precisa: “decidere se vogliono essere delle service factory, cioè erogare volumi molto elevati di servizio in modo standardizzato, ma estremamente efficiente e replicabile – spiega – modalità comunque apprezzata dal cliente, in quanto riduce l’incertezza e garantisce una qualità costante nel servizio erogato o diventare, invece, delle service theater, in cui la competenza, la flessibilità, la personalizzazione e la qualità della relazione sono elementi determinanti nel processo di relazione tra cliente e fornitore”.  

Factory della Comunicazione

“La servitizzazione dell’economia rappresenta il passaggio da un’economia basata sul prodotto, tradizionalmente prima quello agricolo e poi quello manifatturiero, a un’economia, invece, centrata sui servizi – afferma lo studioso – Si tratta di quel passaggio storico che viene definito da economia alle transazioni, in cui si creano dei prodotti che semplicemente si vendono al cliente, a un’economia delle relazioni, in cui siamo vicini al cliente, creiamo una comunicazione e gli offriamo un livello molto alto di servizio”.  

“Le nuove tecnologie, come la digitalizzazione e l’artificial intelligence offrono un’altra opportunità: far diventare le service factory più teatrali e il service theater più industrializzato. Questo non significa che i due modelli convergono in un’unica soluzione – sottolinea – ma che grazie alla tecnologia è possibile rendere” il modello “più efficiente e dedicarsi con maggiore attenzione alla qualità e alla relazione nei teatri, oppure essere più capaci di fornire personalizzazione e flessibilità pur all’interno di processi più rigidi”. “Nell’intermediazione immobiliare, ciò che accadrà, così come in altri settori, è che gli operatori si specializzeranno e collaboreranno lungo la filiera: alcuni opereranno in modalità factory e altri in modalità teatro, garantendo un miglior servizio grazie anche alla specializzazione tra gli operatori della filiera”, conclude. 

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