C’è un momento preciso in cui la stagione del Napoli cambia direzione. È novembre. Ed è una svolta netta.
Dopo il 2-0 subito a Bologna, la squadra di Conte si ferma ancora. Ma questa volta la sosta non spezza il ritmo: lo ricostruisce. Nel mezzo succede di tutto. Lo sfogo dell’allenatore, i giorni lontano dal campo per ritrovare equilibrio, il sostegno pubblico di De Laurentiis. E soprattutto, una decisione chiave: il cambio modulo. Il Napoli passa al 3-4-2-1 e ritrova se stesso. Alla ripresa, batte 3-1 l’Atalanta e inaugura una nuova fase: più equilibrio, più velocità, più identità. Neres e Lang diventano subito protagonisti, e la squadra ricomincia a correre fino alla conquista della Supercoppa. Da lì in avanti, il calendario si fa intenso: impegni ravvicinati, Champions, zero pause. Fino ad arrivare a questa, l’ultima, forse la più importante. A otto giornate dalla fine, il Napoli è ancora pienamente in corsa: a sette punti dall’Inter capolista, a uno solo dal Milan secondo e con la Juventus tenuta a distanza. L’obiettivo è chiaro: blindare la Champions e provare l’assalto al secondo posto. Il 6 aprile, contro il Milan, sarà molto più di una partita.
Sarà la prova definitiva. Perché finora, dopo le soste, il Napoli è stato tutto e il contrario di tutto.
Adesso, invece, serve una sola cosa: continuità.
