Italia/Irlanda del Nord al microscopio della Gazzetta
Dopo la vittoria azzurra contro l’Irlanda del Nord, La Gazzetta dello Sport assegna delle valutazioni a tutti i protagonisti della gara:

Italia
Ci siamo: la prima parte di una missione da non fallire va nel verso giusto e più logico. Non è questo il tempo per il fioretto.

6
Donnarumma
Una sola, piccola, sbavatura: un appoggio lento, quasi da brividi. Il capitano azzurro non ha molto a cui pensare se non ad intercettare qualche tracciante in quota con la solita sicurezza.

6,5
Mancini
Là dietro, quando il mare è calmo, forse troppo, è l’unico a cercare un po’ di gloria oltre il proprio confine: non si tira indietro nell’uno contro uno da tamponamento, se si alza l’agonismo c’è.

6
Bastoni
Gli irlandesi, spuntati, non possono fargli girare la testa e, la testa, non gira: gli manca l’intraprendenza tipica di chi sa come guadagnarsi campo, peccato. Il giallo consiglia prudenza: esce.

6,5
Calafiori
C’è poco da fare là dietro: poco quando non si tratta di coprire ciò che può accadere sulle “pallate”. Dà l’impressione di essere accompagnato dalla consueta leggerezza, può bastare così.

6,5
Politano
Non ha spazio per respirare perché Spencer è sentinella e sensibile al pericolo: così per metà fatica. Poi, l’accelerazione: sgasa sulla fascia come al Maradona e andiamo in vantaggio.

6,5
Barella
Vivace, forse il più vivace della compagnia in avvio: cerca Politano e lo cerca con una certa insistenza. Vive i 90’ da “senatore”: parla e dirige, parla e chiede di usare l’arte della pazienza.

7
Locatelli
Una regia con i guanti: li indossa e se li tiene per tutto il duello. La sua è una partita tatticamente impeccabile perché va dove il gioco deve essere “pulito”: per gli effetti speciali ripassare.

Il migliore
7,5
Tonali
Se vale il vecchio detto che i gol si pesano e non si contano, la saetta con la quale ci spinge verso la finale vale oro. Prima e dopo prova ad alzare il livello: nel suo bottino c’è anche l’assist per Kean.

6,5
Dimarco
Se il pallone gli cade addosso, tira: i primi squilli azzurri portano la sua firma, e non è poco perché è come se suonasse la campanella. Non serve strafare, si adegua al ritmo gara.

7
Kean
Non è incrocio per prendersi la scena mille all’ora: chi ci sta davanti non lo permette. Moise, così, cambia registro e aspetta prendendo la mira: entra Pio e sale in cattedra fino al colpo del 2-0.

Il peggiore
5
Retegui
L’adrenalina non si vede ed è un bel problema: finisce intrappolato tra McNair e McConville. E quando uno strano rimpallo lo manda in porta, ecco l’orrore: sbaglia il controllo, frana sul portiere.

6
Gatti
Che potesse essere la sua partita, seppur per qualche momento, era prevedibile: si ritrova nella mischia per dare sostanza e centimetri quando abbiamo già messo la freccia e serve proteggerci.

6,5
Pio Esposito
L’argento vivo addosso non è un luogo comune: Pio ce l’ha e si vede perché anche chi gli gira attorno ne subisce la positiva influenza. Ora si candida per l’ultimo atto in agenda martedì sera.

6
Pisilli
Regala l’impressione che ci siamo costruiti lungo la stagione in corso: in personalità può vedersela con tutti. Cerca il pallone, chiede il dialogo, non si nasconde mai: una risorsa preziosa.

s.v.
Palestra

s.v.
Raspadori

7
Gattuso
Bene, bravo, adesso il bis: Rino gioca ogni pallone come se fosse là, accanto ai suoi ragazzi. E gioca trasmettendo una bella dose di pazienza, ciò che serviva per andare oltre il primi ostacolo.
