Stabilità, contratti e permanenza: lo studio del Cies premia il lavoro della società di AdL
Come si gestisce una rosa? Una domanda che da sempre accompagna i più importanti club al mondo. Anche il Napoli, soprattutto in momenti storici di passaggio come potrebbe esserlo quello della prossima estate, tra calciatori da salutare, altri da far arrivare. Per potenziare una squadra e puntare sempre in alto. Un risultato mai facile da conservare nel tempo. Eppure gli azzurri sono tra i migliori club in giro per i massimi campionati mondiali nella gestione dei propri calciatori. A rivelarlo è l’ultimo studio del Cies (Osservatorio sul calcio mondiale) che ha svelato i dati della gestione azzurra nell’ultima annualità. Quel ciclo cominciato con Spalletti e il terzo scudetto, passato per l’annata di tre allenatori differenti e giunto fino a Conte e alla vittoria del campionato di un anno fa.
Lo studio ha preso in considerazione diversi fattori: il numero di giocatori utilizzati nelle partite di campionato negli ultimi tre anni (più basso è, meglio è), la permanenza media dei giocatori attualmente in prima squadra, la durata media residua del contratto dei giocatori e la loro età media al momento della firma. Tutti numeri che sorridono al Napoli. Soprattutto quando si tratta di contratto: solo il Milan in Italia, infatti, conserva mediamente durate del contratto più lunghe per i suoi tesserati. Un argomento sempre molto caro a De Laurentiis e da qualche anno anche al ds Manna. Nonostante qualche esempio di calciatori in scadenza – Juan Jesus e Spinazzola quest’anno – gli azzurri provano sempre a tenere in rosa calciatori con contratti lunghi, stabili, che diano garanzie da una parte e dall’altra.
Nelle ultime tre stagioni, poi, il Napoli ha schierato in Serie A 54 calciatori diversi: solo sei club in Serie A hanno fatto meglio (Inter e Juventus le uniche big davanti), a pesare sul dato anche la “rivoluzione” necessaria dell’estate 2022 che ha portato al terzo titolo e quella del nuovo ciclo Conte che ha portato al quarto scudetto. Il club di De Laurentiis è sul podio italiano dei calciatori più “stabili”, ovvero quelli che giocano da più anni con lo stesso club. La media per gli azzurri è di due anni e mezzo almeno (esattamente come Inter e Lazio). La longevità dei calciatori è figlia della progettualità che da sempre gli azzurri hanno messo al centro. L’unico dato in cui “migliorare” resta quello dell’anagrafica degli acquisti: in media, nelle ultime tre estati, il Napoli ha portato a casa calciatori di 26 anni, uno dei dati più alti di tutto il calcio italiano. Un numero, però, già conosciuto, che ha portato quella di Conte a essere la squadra più “anziana” del campionato di Serie A ai nastri di partenza della scorsa estate. Il motivo per cui il club – e soprattutto il ds Manna – punteranno a ringiovanire la rosa a disposizione di Conte per il prossimo anno. Calciatori forse più giovani, ma non per questo meno pronti. Per tenere sempre in alto la gestione di un club che non vuole smettere di stare in alto. Fonte: Il Mattino
