L’ex allenatore del Napoli, Edi Reja, ha parlato in un’intervista a Il Mattino, in cui, fra le altre cose, sottolinea il suo pensiero su questo finale di campionato che ricomincerà al ritorno dopo la sosta per le nazionali. “Il pareggio di Firenze ha riacceso i cuori e pure gli animi. Soprattutto le speranze, perché il calcio ci ha insegnato che niente è scritto fino all’ultima giornata. Che tutto è da giocare, che l’inerzia può cambiare. Fa bene Conte a guardare avanti? «Fa benissimo, anche perché così può tenere tutti sulla corda» le parole di Edi Reja. L’ex allenatore azzurro è convinto che queste 8 partite siano ancora un’occasione, un rettilineo di cui approfittare. C’è una missione quasi impossibile, ma quel quasi fa tutta la differenza del mondo.
Cosa cambia il pareggio del Franchi?
«Ti dice che il campionato non è chiuso. Che Milan e Napoli non hanno mollato e che la prossima gara sarà decisiva per loro due in qualche modo».
C’è un fattore che può aiutare il Napoli in qualche modo?
«Credo che il calendario possa dare una mano. Certo, dopo il Milan ci sarà anche la trasferta a Como che resta impegnativa, ma il cammino delle altre due sfidanti mi pare più articolato».
Il passo falso da evitare?
«Sottovalutare alcune partite. Le “piccole” in Italia non sono mai piccole. Conte lo sa bene».
A proposito di Conte: averlo in questa corsa a tre fa la differenza?
«Lui e Allegri sanno già come poter affrontare le ultime otto decisive partite. Chivu, in questo, ha uno svantaggio. Ma mi piace molto come allenatore e ha fatto bene durante tutta la stagione».
Allora cosa sta mancando all’Inter?
«Lautaro, che è un grande calciatore. E il momento di alcuni calciatori che non aiuta. In più mi pare che dopo l’eliminazione dalla Champions League abbiano avuto un blocco, anche morale. Li vedo un po’ spenti, consumati. Mentalmente non sono quelli di un mese fa».
La sosta, quindi, può aiutare Chivu?
«Sicuramente il Napoli era in un buon momento, la sosta frena un po’. Ma aiuterà comunque tutte a ritrovare smalto e concentrazione».
Sul rettilineo del campionato, gli arbitri saranno un fattore?
«No, non voglio neppure pensarci. È una roba culturalmente sbagliata, qualcosa da evitare. Non possono essere un fattore. Vincerà chi lo avrà meritato».
