Mental Coach Corapi: “L’ansia può giocare un brutto scherzo. Conte? Cura diversi fattori…”
Ai microfoni di Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il mental coach Sandro Corapi. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.
“L’ansia può giocare un brutto scherzo, soprattutto se non sai gestire la testa dei tuoi ragazzi all’interno dello spogliatoio. È un momento delicato del campionato italiano. I punti di distanza tra le varie squadre si sono ridotti ad un lumicino. L’Inter da predatore assoluto si trasforma in preda e squadre come Napoli e Milan sono più avvantaggiate in questa situazione. Chivu è la prima volta che si affaccia ad una big del calcio italiano, mentre Napoli e Milan sono guidati da due allenatori come Allegri e Conte che sono due veterani del campionato italiano e hanno sicuramente annusato il sangue della preda e stanno pompando alla grande mentre dall’altra parte di sicuro l’ansia potrebbe giocare un brutto scherzo.
Nel ruolo di allenatore in una squadra è fondamentale la comunicazione sia verbale, le parole, che non verbale. In particolare i giocatori osservano i gesti e gli atteggiamenti del proprio allenatore come comunica all’ambiente esterno e alla società. Le parole che utilizza sono molto importanti, ma i giocatori osservano più il tipo di espressioni che adotta l’allenatore. Queste dinamiche incidono più a livello inconscio nella testa dei giocatori poiché crea il timore che si trasforma in ansia che poi diventa “ansia da prestazione”. Per questo è fondamentale in questa fase che un allenatore si avvalga di un mental coach. Una figura come la mia è funzionale al tipo di esigenze delle prestazioni e performance della squadra. Il mister è abituato in un certo modo nel comunicare con la squadra. Chi preferisce i colloqui individuali, deve continuare a fare i colloqui individuali. C’è chi preferisce parlare direttamente alla squadra. L’importante è che il mister sia aiutato dall’ambiente, dalla squadra e dalla società stessa che deve scendere negli spogliatoi e cercare di tranquillizzare i giocatori, parlandogli anche. L’ambiente deve essere il più sereno possibile, per questo bisogna organizzare uscite, cene e delle attività per ricompattare la motivazione e l’entusiasmo in modo da trasformare questo momento di “ansia da prestazione” in energia positiva e voglia di riscatto, soprattutto dopo le ultime delusioni.
Kevin De Bruyne è un giocatore pazzesco, ha una corsa e un atleticità che non è normale. Il giocatore belga vive di calcio ed è dotato di istinto puro poiché lui è un agonista. C’era da aspettarselo un elevato livello di prestazione da uno come lui. In questo ha inciso moltissimo l’atteggiamento del mister nei suoi confronti e quello dell’ambiente. De Bruyne ha bisogno di essere ogni tanto pungolato, Conte in questo non si risparmia una carezza quando c’è da dare una carezza o un ceffone dove c’è bisogno di un ceffone.
Antonio Conte è un allenatore che cura molto più di altri i dettagli per questo riesce a mettere in sicurezza i suoi giocatori. Non che Allegri e Chivu non lo facciano, ma Conte è maniacale in questo tanto che i suoi giocatori si sentono protetti da un allenatore come lui. Quando un allenatore ha la fiducia dei suoi giocatori, i giochi sono fatti. Sicuramente la sosta in questa fase può agevolare l’Inter così da compattare il mindset di ogni giocatore di ogni squadra. I favori in questo senso possono aiutare più i nerazzurri“.
