Avevamo provato a farci credere che non fosse così importante. Avevamo provato a farci credere che la sua assenza potesse essere rimpiazzata adeguatamente. Avevamo anche provato a farci credere che non fosse così forte. Loro ci avevano puro provato, ma non è servito a niente. Perché il volto del Napoli è sempre più quello di Scott McTominay; nonostante la classe di De Bruyne, la leadership di Di Lorenzo o Anguissa, la freschezza esuberante di Hojlund, la stella più luminosa del firmamento di Conte resta scozzese. Un gigante non più d’ebano ma d’avorio, stavolta. Coi tratti biondi quanto decisivi per il futuro dei suoi compagni. Quella di venerdì a Cagliari è stata la sua undicesima rete in questa stagione, la settima solo in Serie A. Se non ci fosse Rasmus, sarebbe capocannoniere ovunque. È arrivato a quota 19 reti in Serie A con gli azzurri in 59 partite. Per lo stesso numero di gol, in Premier League, aveva dovuto attendere 178 match. Ma non è tanto di quantità, quanto di qualità che si parla: i gol di McTominay non sono solo belli da vedere, da applaudire, da godere più e più volte, hanno anche un peso specifico fondamentale per l’economia delle sue squadre. Lo dicono i numeri.
Fonte: Il Mattino
