Il messaggio di Ciro Ferrara a Jorit è una stoccata diretta: “Non ha vissuto quell’epoca”

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Ciro si lascia andare a una stoccata, neanche troppo velata, all’artista Jorit, che avrebbe scelto l’Undici più rappresentativo attraverso un sondaggio social. All’autore dell’opera ci tiene a precisare: “Se è vero che la decisione finale è stata presa dall’esecutore del murale, penso che si sia persa l’occasione di assumere uno sguardo puro, cioè non contaminato da condizionamenti soggettivi, che avrebbero davvero dato a quest’opera il respiro eterno a cui ambiva. Rimane, invece, un murale figlio del suo tempo e della mano del signor Ciro Cerullo nato nel 1990 che lo ha realizzato, troppo giovane per aver vissuto e compreso quegli anni e, che si è fatto sicuramente guidare dal sentito dire. Se la scelta di non rappresentarmi deriva, come credo, da un risentimento dei tifosi, mi consola il fatto che la parola risentimento abbia origine dalla parola sentimento, pur ferito”. La conclusione del post Instagram di Ciro Ferrara è da brividi: “Per quanto riguarda il mio di sentimento… chi non ricorda la scena di Stoccarda, in cui Diego mi abbracciava e spiegava a tutti che io quella vittoria la meritavo più di ogni altro per via del mio legame autentico con Napoli? Diego ha sempre saputo chi fossi e da dove arrivassi”. Probabilmente quella scena, quelle parole e quell’abbraccio con Diego varranno per Ciro Ferrara più della propria presenza nel murale che, se pur figlio della storia recente del Napoli, è orfano anche dei protagonisti degli ultimi due scudetti azzurri.

 

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Fonte: Gazzetta

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