Il Mattino vota, top e flop di Napoli a Cagliari

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Le pagelle di Cagliari-Napoli, i voti: i top e i flop del match dell'Unipol Domus

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L’anticipo del venerdì delle 18.30 tra Napoli e Cagliari si conclude con il risultato di 0-1a favore della squadra di Antonio Conte. A segno Scott McTominay. Ecco i voti della partita, con i top e i flop del match dell’Unipol Domus.

 

OLIVERA 5,5 Rischia di regalare un gol nel primo tempo, sbaglia troppo spesso appoggi e costruzioni. Si fa anche ammonire nella ripresa.

 

GUTIERREZ 6,5 È l’elemento “calcisticamente” più educato dl pacchetto arretrato e si nota sempre: costantemente preciso nelle chiusure, negli aiuti ai compagni in diagonale e nei raddoppi. Dal suo lato ha il cliente più scomodo, quel Palestra fresco di chiamata di Gattuso: lo contiene con le buone, ma pure con le cattive.

 

MCTOMINAY 7 Torna titolare a oltre un mese dall’ultima volta e non ci mette troppo a farlo notare: 80 secondi bastano a sbloccarsi nuovamente per il gol numero 11 della sua stagione. La forma non è delle migliori e Ze Pedro è un ombra costante in marcatura; prova qualche progressione di troppo a tagliare in due la difesa di casa, ma non è tambureggiante come sa e si infrange come il mare al Poetto.

 

BEUKEMA 6 Apprezzabile per le sue continue fughe tentate in avanti, ma in qualche occasione sorprende anche il suo stesso portiere. Un suo errato rilancio rischia di complicare le cose nel finale.

 

MILINKOVIC SAVIC 6,5 Avere la meglio su di lui è complicato. La foto della sua gara nel finale: su un cross pericoloso spazza via il pallone e persino il compagno Juan Jesus. Tiene la porta immacolata a due mesi dall’ultima volta e contribuisce alla vittoria con la solita prestazione fatta di coraggio e personalità.

 

BUONGIORNO 6,5 Difensore senza un vero avversario per un’ora di gioco, perché Pisacane gli presenta Folorunsho in quella zona. Ma agisce come sa e tiene le redini del reparto provando costantemente l’anticipo. Ci mette lo zampino sul gol che regala il vantaggio e non è roba da poco di questi tempi.

 

POLITANO 6 Avrebbe potuto chiudere la gara a inizio ripresa, ma non sfrutta una illuminazione di De Bruyne e si fa incantare dall’ex compagno Caprile. Prova qualche soluzione individuale, ma non va mai a segno. Troppo evanescente la prova in attacco, ma Conte può sempre contare sul suo apporto in chiusura. (dal 32’ st Spinazzola 6,5 Offensivamente non punge mai, ma è vitale il suo salvataggio quasi sulla linea di porta nel finale)

 

LOBOTKA 6 Torna ed è subito titolare, una scommessa quasi personale per Conte. Dà una mano per quello che può, più in chiusura che in gestione. Troppi errori non da lui quando deve provare a costruire per i compagni. (dal 10’ st Alisson Santos 5,5 Il grande sacrificato della vigilia, non riesce a dare il suo contributo)

 

GILMOUR 6 Tra i due della mediana è quello con più corsa e mobilità, ma con Lobotka non è più il metronomo preciso e elegante apprezzato nelle ultime uscite. Più che il regista, agisce da mediano con troppi errori nella distribuzione dei palloni. (dal 32’ st Anguissa 6 Fa da diga, quello che Conte gli chiede)

 

DE BRUYNE 6,5 Rieccolo titolare, con geometrie e metodo, ma anche con rincorse da campione. Gli manca la gamba giusta, ma il destro mai: inventa per Politano, Hojlund e anche Alisson ma nessuno lo “accompagna”. Avrebbe meritato maggiore fortuna: non splende ma se si accende incute sempre timore.

 

HOJLUND 6 Ritrova i suoi compagni di merende in avanti, ma è evidente a tutti che i meccanismi di questo nuovo trio offensivo vadano oliati. Provati e riprovati ancora. Ha il demerito di non riuscire a fare da boa sempre e di non sfruttare le pochissime occasioni create dai compagni. La sfida con Mina, però, è “entusiasmante”: almeno regala un po’ di brio.

MARIANI 6. Gli ultimi precedenti non facevano ben sperare (c’era lui a fischiare contro la Juventus a gennaio, con quel rigore non chiamato Bremer-Hojlund) ma la direzione di gara alla Unipol Domus Arena è più lucida di quanto ci si aspettasse. Eccesso di zelo quando aspetta il controllo del Var per convalidare il gol di McTominay, giusta la valutazione degli episodi lungo tutto l’arco del match. Lascia correre per tutta la gara concedendo vantaggio da una parte e dall’altra, anche rischiando di inasprire gli animi. Coadiuvato perfettamente dal IV uomo Perri nella gestione dei due allenatori: arginare Conte arrabbiato per gli errori dei suoi non sarebbe facile per nessuno. Poco lavoro per Marini al Var: anche lui era una preoccupazione per i tifosi.

CONTE 6,5. Una battaglia delle sue. Ritrova i Fab 4, almeno per un po’, ma decide di gestirli diversamente dalle ultime volte. Il suo Napoli ha il merito di mettere immediatamente la gara in discesa, ma poi gli azzurri visti a Cagliari non fanno sfregare le mani agli amanti del grande calcio. La squadra è compatta e ha il grande merito di provarci sempre senza disunirsi mai. Maledirà tutte le occasioni sciupate per poter chiudere la gara. Il doppio play in mezzo al campo è una soluzione da rivedere quando le gambe torneranno a girare meglio, per il momento lascia spazio a più errori che applausi. Nella ripresa non snatura mai la sua idea e si fa aiutare dalla buona sorte: si prende il secondo posto e si mette a 6 punti dal primo prima dell’ultima sosta dell’anno. Meglio di questo era difficile chiedere.

 

Fonte: Il Mattino

 

 

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