Il murale realizzato da Jorit allo stadio Maradona con la Top 11 del centenario del Napoli ha acceso il dibattito, soprattutto per l’esclusione di Ciro Ferrara. L’ex difensore ha espresso il suo disappunto: «Mi è dispiaciuto non essere stato inserito tra gli Undici ideali, anche perché sono un figlio di Napoli e sono il napoletano più vincente nella storia del Napoli». Ferrara ha poi sottolineato come molti tifosi comprendano il suo passato trasferimento alla Juventus: «Per fortuna ci sono napoletani e tifosi realisti, che conoscono i fatti che portarono al mio trasferimento e sanno che non hanno mai significato un rifiuto della mia storia e delle mie origini».
Critiche anche al criterio di scelta dell’opera: «Se è vero che la decisione finale è stata presa dall’esecutore, penso che si sia persa l’occasione di assumere uno sguardo non contaminato da condizionamenti soggettivi, che avrebbe davvero dato a quest’opera il respiro eterno a cui ambiva». Ferrara ha poi aggiunto: «Rimane, invece, un murale figlio del suo tempo e della mano del signor Ciro Cerullo nato nel 1990, troppo giovane per avere vissuto e compreso quegli anni, e che si è fatto sicuramente guidare dal sentito dire…».
Infine, ha ribadito con orgoglio la sua identità: «Sono Ciro Ferrara, napoletano di nascita e di sangue. Non serve aggiungere altro».
