CdS Campania – “QUELLI BUONI” – “MCDona”. I top incidono e portano il Napoli a -6

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Il Napoli alla sua altezza

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Il lampo iniziale dello scozzese è sufficiente per la quarta vittoria consecutiva degli azzurri Il forcing rossoblù non dà frutti

 

 

McTominay stende un Cagliari inoffensivo: Conte a -6 dall’Inter

 

I l tempo è prezioso e il Napoli ha ricominciato a sfruttarlo anche in giornate non proprio scintillanti: 74 secondi sono stati sufficienti per segnare l’unico e decisivo gol della partita con McTominay, battere il Cagliari, conquistare la quarta vittoria consecutiva e scavalcare il Milan al secondo posto per una notte, portandosi a +2 e a -6 dall’Inter. Concreto, impermeabile in difesa, magari non luminoso a dispetto del dominio totale ma cattivo e vincente. Per lo spettacolo che annunciavano il doppio play e il trio offensivo made in Manchester McT-KDB-Hoj, ripassare dopo la sosta: lo scontro diretto di Pasquetta con il Diavolo, atteso oggi dal Torino, scriverà una pagina cruciale della storia del campionato e un altro capitolo della saga Conte-Allegri. Il Napoli ha vinto ma non demolito le ambizioni salvezza del Cagliari: la squadra di Pisacane, reduce da due giorni di ritiro su richiesta dei giocatori, ha pagato l’episodio del 2′ come all’andata aveva pagato quello del 95′, ma al terzo confronto, ottavi di Coppa Italia compresi, non s’è mai sbriciolato al cospetto di un gruppo superiore per talento e qualità. La prestazione di ieri, seppur buona in fase difensiva, è stata però incompleta: zero tiri in porta, nessuna vera occasione e un mezzo pericolo con il generosissimo Seba Esposito, al netto della voglia di riprenderla fino all’ultimo istante. L’unica cosa più simile a una parata di Milinkovic è arrivata su cross tagliato di Ze’ Pedro. Stop: la crisi realizzativa, inchiodata dai 3 gol segnati nelle ultime sette giornate, è direttamente proporzionale alla brusca frenata. La sosta sarà utile per lavorare all’inversione di rotta contro il Sassuolo, dopo cinque sconfitte e due punti dal 9 febbraio. A Pisacane resta la soddisfazione di aver fatto debuttare in A anche Raterink e il Primavera Mendy, 19 anni: la filosofia è quella giusta.  Fonte: CdS

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