Oggi l’inaugurazione del Murales di Jorit allo stadio Maradona
Per il restyling spuntano investitori internazionali
Oggi è una sorta di Maradona day: alle 11,30 una delegazione del Comune guidata dall’assessore Edoardo Cosenza e dal direttore generale Pasquale Granata sarà in Figc a Roma per dare «ulteriori aggiornamenti» sul restyling dell’impianto di Fuorigrotta. E soprattutto sul Pfte – Piano di fattibilità tecnico economico – cioè quanti soldi ci sono per trasformare il progetto in cantieri.

Servono 203 milioni che non sono bruscolini. Su questo tema vanno segnalati interessamenti di investitori internazionali, non legati solo al calcio, che hanno già bussato al portone del Comune e ci sono state anche delle interlocuzioni. Ma procediamo con ordine. Alle 12,30 proprio all’esterno del Maradona, viene svelato il nuovo murales di Jorit che dipinge 11 mostri sacri che hanno fatto la storia del Napoli: Dino Zoff, Kalidou Koulibaly, Beppe Bruscolotti, Ruud Krol, Marek Hamsik, Faouzi Ghoulam, il capitano Totonno Juliano, il capitano dei capitani l’immortale Diego Armando Maradona, Dries Mertens, Antonio Careca e Edinson Cavani.
Una galleria di campionissimi dove spicca l’assenza di Ciro Ferrara uno dei rarissimi napoletani che hanno vinto lo scudetto – ben due e anche una Coppa Uefa – con la maglia azzurra e al fianco del Pibe de oro. E del quale quando Diego è andato via ha ereditato la fascia di capitano. Oggi se ne saprà di più sul murales e sulle scelte dell’artista.
Il restyling
Caldo, caldissimo è dunque il tema del futuro del Maradona in funzione del restyling che si farà a prescindere dalla partecipazione di Napoli quale sede di Euro 2032. Oggi a Roma Cosenza sarà in Figc, tramite della Uefa, anche per questo motivo ma non solo. Perché l’adeguamento funzionale agli standard europei dell’impianto non può essere più rinviato. Intanto perché gli azzurri giocheranno a Fuorigrotta per almeno i prossimi 5 anni, il tempo minimo che ci vuole per costruire un nuovo stadio come è nelle intenzioni del Presidente Aurelio De Laurentiis. E soprattutto perché il Maradona con o senza gli azzurri è destinato a diventare un hub di eventi capace di produrre reddito per il Comune. Tutti gli asset immobiliari – è ben sottolineato nel “Patto per Napoli” – devono essere messi a reddito per sanare un bilancio che è in netto miglioramento ma gravato ancora da qualche miliardo di deficit. Una giornata di fuoco quella di oggi, il Comune ha infatti pubblicato sull’Albo pretorio il Dip – Documento di indirizzo alla progettazione – dove viene formalizzato il costo del riammodernamento del Maradona, appunto 203 milioni. E come sarà trasformata la struttura: senza pista di atletica, spalti vicini al terreno di gioco, un unico anello che arriverà alla quota del campo. Parcheggi per 2000 posti. Chi paga? Chi mette tutti questi soldi? Il Comune ha in cassa 50 milioni: 20 saranno utilizzati subito già entro l’anno per rifunzionalizzare il terzo anello e riaprirlo per consentire l’apertura degli altri cantieri. Lavori definiti di “Priorità 1”. Gli altri 30 sono frutto di mutui con la Bei – Banca europei di investimenti – da scaricare su altre priorità di massimo livello come i parcheggi. E i cantieri del “Lotto 3” «finalizzati alla configurazione del primo anello» e quelli del Lotto 4 «per l’ammodernamento» dell’impianto.
Mancano all’appello però 153 milioni. Nella delibera che accompagna il Dip è esplicitamente citato il protocollo tra Regione e Comune dove a proposito del Maradona c’è scritto questo: «Efficientamento energetico e consolidamento statico di edifici pubblici, inclusi, in particolare, l’adeguamento dello stadio Diego Armando Maradona, principale impianto sportivo pubblico di livello internazionale della Regione». Insomma, la Regione potrebbe avere la possibilità di finanziare 153 milioni spalmati su 4 anni. Ma la novità è che sullo sfondo si sono affacciati investitori internazionali che hanno mostrato interesse sullo sfruttamento del Maradona. Che con il restyling – che prevede anche una rigenerazione urbana di Piazzale Tecchio e dintorni – avrà molti spazi per installare attività commerciali, sale per congressi, oltre ai concerti che generano molti soldi. Poi ci sarà il “Maradona Experience” e la possibilità di visite guidate a pagamento tutti i giorni. La convezione con la Ssc Napoli scade tra due anni quando i cantieri saranno a metà dell’opera e questo rende appetibile il Maradona per gli sponsor internazionali. Fermo restando che per Patron De Laurentiis le porta sono sempre aperte se decidesse di investire sulla struttura di Fuorigrotta. Fonte: Il Mattino
