A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un Calcio Alla Radio”, Vittorio Pusceddu ha ripercorso il suo passato a Napoli e analizzato l’attualità tra Napoli e Cagliari, soffermandosi anche su giovani talenti e prospettive future.
“Ho un ricordo positivo di Napoli, avevamo dei campioni in squadra. C’erano Careca, Zola, Alemao, fu tutto sommato un campionato positivo perché ci qualificammo in Coppa UEFA.”
Sul momento attuale degli azzurri e sugli infortuni: “Senza tutti questi infortuni, il Napoli starebbe molto più vicina all’Inter.”
Poi il focus sul Cagliari: “Il Cagliari aveva iniziato una buona stagione, giocava anche con una formazione giovanissima e con 7-8 italiani in campo. Ha avuto qualche problema, ma ci sono state poi quelle 3 vittorie di fila. Ora si è rimangiato un po’ tutto quello che di positivo è stato fatto. È una squadra fragile, indecifrabile, con un allenatore giovane. La qualità della rosa è inferiore al Napoli, ma il calcio è strano.”
Parole anche sull’allenatore: “A Pisacane non va rimproverato nulla. Credo che il suo futuro possa essere interessante. Bisognerà vedere se resterà al Cagliari. Ha idee importanti è un ragazzo giovane.”
Sul nuovo stadio: “Nuovo Sant’Elia? Lo stadio è ancora in alto mare, sono stati raggiunti accordi. Si chiamerà Gigi Riva, ma i lavori non sono ancora iniziati. Ho visto il plastico, è bellissimo.”
Sulla rivalità tra tifoserie: “La rivalità tra Cagliari e Napoli? Mi dispiace, sono uno di quei tifosi che vorrebbe vedere le tifoserie stare insieme. Un sogno irrealizzabile. Ci sono ancora pochi gemellaggi veri.”
Ricordi anche sui giovani allenati: “Barella in Primavera? Ho allenato Barella, Murru, Deiola. Barella è tra i centrocampisti più forti a livello Europeo. Deiola ha sempre giocato; Murru era un giocatore importante, forse un po’ debole a livello mentale. Quando non giocava entrava un po’ in crisi.”
Infine, un tuffo nel passato: “Quell’estate del ‘91 che aria si respirava a Napoli? C’era un’incognita. Era una bella squadra. Ma quando c’era Maradona era tutta un’altra cosa. Era la forza del Napoli, gli altri nomi passavano inosservati. Anche noi non eravamo così convinti di fare una stagione importante senza Diego. Nelle prime partite siamo stati anche primi, poi in uno scontro diretto contro il Milan perdemmo. Fummo felici e contenti di quella stagione.”
