Centro Paradiso, il sogno di Cannavaro ostaggio della burocrazia: tre anni dopo, la rinascita è ancora un cantiere
Centro Paradiso tra ricordi e lavori.
C’è un filo sottile che separa l’entusiasmo dalla frustrazione. A Napoli quel filo passa da via Vicinale Paradiso, nel cuore di Soccavo. Quando Fabio Cannavaro ha deciso di rimettere mano al Centro Paradiso, il luogo dove Diego Armando Maradona ha scritto pagine di storia nel fango e nella gloria, molti hanno pensato che il riscatto potesse essere rapido. Un colpo di spugna su anni di abbandono e via, di nuovo in campo.
La realtà, però, ha imposto tempi molto diversi. Tra carte, permessi, varianti e burocrazia, il percorso si è rivelato più lungo e complicato del previsto.
Ecco, tappa dopo tappa, quello che è successo finora nel tentativo dell’ex capitano della Nazionale di restituire alla città un pezzo della sua memoria sportiva.
27 luglio 2023 – L’annuncio
Con un post sui social e qualche cuore azzurro, Cannavaro annuncia l’acquisto del Centro Paradiso. “Finalmente posso dirlo… le porte del Centro Paradiso si riapriranno”. Dopo anni di tentativi e procedure fallimentari rimaste impantanate dal crac societario del 2004, l’ex Pallone d’Oro perfeziona l’operazione. È il giorno dell’entusiasmo: sembra davvero l’inizio di una nuova storia per un luogo simbolo del calcio napoletano.
22 novembre 2023 – Il ritorno al Paradiso
Arriva la presentazione ufficiale del progetto. Cannavaro riapre i cancelli del centro alla stampa e alle istituzioni. Lo scenario che si presenta davanti agli occhi è desolante: spogliatoi distrutti, erbacce ovunque, strutture arrugginite. Un luogo abbandonato per anni. L’idea è chiara: bonificare l’area e trasformarla in un’accademia calcistica capace di dare opportunità ai ragazzi del quartiere. I primi lavori di pulizia partono subito.
13 febbraio 2024 – La visita istituzionale
Al Centro Paradiso arriva anche il ministro dello Sport Andrea Abodi. Si parla di rilancio, di opportunità per il territorio e di sostegno istituzionale. Parole importanti, certo, ma i cantieri veri devono fare i conti con tempi e procedure che in Italia non sono mai brevi.
Primavera 2024 – Inizio 2025 – Il nodo burocratico
È qui che il progetto cambia passo. Durante il confronto con il Comune di Napoli e il sindaco Gaetano Manfredi nasce un’idea più ampia: non solo sport. Le vecchie palazzine accanto al campo potrebbero diventare uno studentato per universitari fuori sede, circa cinquanta stanze per ospitare fino a ottanta ragazzi. Un progetto con forte impatto sociale, ma che richiede nuovi passaggi amministrativi, cambi di destinazione d’uso e ulteriori autorizzazioni. I tempi inevitabilmente si allungano.
Aprile 2025 – Il sopralluogo
Cannavaro torna a Soccavo per verificare lo stato dei lavori. Qualcosa si muove, ma il ritmo resta lento. L’ex difensore ribadisce l’importanza del progetto universitario, immaginando il Centro Paradiso come un piccolo hub internazionale per studenti e sport. Intanto, però, il campo resta ancora lontano dal tornare verde.
30 dicembre 2025 – Il punto della situazione
A fine anno Cannavaro aggiorna la stampa: le palazzine destinate allo studentato sono in costruzione, mentre il recupero degli spogliatoi storici richiede più tempo del previsto. L’obiettivo resta chiaro: iniziare presto i lavori sul campo e completare l’intero campus entro la fine del 2026.
Oggi – Marzo 2026
Sono passati quasi tre anni dall’annuncio. Oggi, passando per via Vicinale Paradiso, si vedono cantieri e cancelli chiusi. Una cosa però è certa: il centro è salvo e non è finito nelle mani della speculazione edilizia.
Resta però la sensazione, molto italiana, che anche con buone idee, investimenti privati e tanta volontà, i tempi possano diventare interminabili.
La determinazione del “ragazzo della Loggetta” resta la vera garanzia che prima o poi il Centro Paradiso tornerà a vivere. Ma a Soccavo l’attesa comincia a pesare, i cittadini sono stufi e l’unica nota positiva sono i ricordi che quel centro riesce ancora ad emanare.






