Dopo la positività al doping di Diego Maradona nel marzo 1991 e la fine della sua avventura a Napoli, il club dovette avviare una nuova fase. Con Bigon vicino all’addio e dopo i tentativi falliti di ingaggiare Sacchi e Trapattoni, il direttore sportivo Giorgio Perinetti scelse Claudio Ranieri, allora giovane allenatore reduce dall’esperienza positiva al Cagliari. Ranieri accettò la sfida del difficile dopo-Maradona e suggerì anche di puntare su Gianfranco Zola, erede simbolico della maglia numero 10.
Parallelamente il presidente Corrado Ferlaino rafforzò il legame con il Cagliari: insieme all’imprenditore Franco Ambrosio sostenne l’ingresso di Massimo Cellino nella società sarda acquisendo una quota del club. Da quel rapporto arrivò anche l’attaccante uruguaiano Daniel Fonseca, protagonista poi con il Napoli prima del passaggio alla Roma. La storia tra i due club segnò quindi una fase importante della ricostruzione del Napoli dopo l’era Maradona.
