La giustizia argentina ha fissato al 14 aprile l’inizio del nuovo processo sulla morte di Diego Armando Maradona. Sul banco degli imputati finiranno sette persone, accusate di omicidio colposo in relazione alla gestione delle cure del fuoriclasse argentino dopo l’intervento chirurgico alla testa.
Tra gli imputati figurano il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Díaz, l’infermiere Ricardo Almirón, il suo superiore Mariano Perroni, la coordinatrice dell’assicurazione sanitaria Swiss Medical Nancy Forlini e il medico clinico Pedro Di Spagna. Tutti facevano parte dello staff che seguiva Maradona durante la sua convalescenza dopo l’operazione per la rimozione di un ematoma subdurale.
Il nuovo procedimento arriva dopo il clamoroso annullamento del primo processo, dovuto a irregolarità attribuite alla giudice Julieta Makintach. Inizialmente il nuovo dibattimento avrebbe dovuto prendere il via il 17 marzo, ma il tribunale penale di San Isidro ha accolto la richiesta della procura e delle parti civili di rivedere il calendario delle udienze.
Le udienze settimanali passeranno da tre a due, anche grazie alla riduzione del numero dei testimoni: dagli iniziali 178 si è scesi a 90.
Secondo quanto stabilito dall’autopsia, Maradona è morto il 25 novembre 2020, all’età di 60 anni, a causa di un edema polmonare acuto provocato da insufficienza cardiaca. Il cuore dell’ex campione pesava 503 grammi, circa il doppio rispetto al peso normale, e presentava cardiomiopatia dilatativa e un grave accumulo di liquidi negli organi e nei tessuti, condizione nota come anasarca.
Fonte: Gazzetta dello Sport
