Uno dei più grandi incubi per i tifosi del Napoli è stata la stagione 2023/2024: post scudetto sì, ma senza mai una gioia, con due cambi di allenatori, di cui due improbabili, sconfitte brucianti e umiliazioni. Quella stagione terminò e lo fece proprio in un Napoli-Lecce. Il
Napoli, nonostante i disastri degli ultimi 9 mesi ha ancora una flebile speranza di vedere l’Europa e proseguire nella striscia di partecipazioni consecutive. Gli incastri però sono parecchi: la Fiorentina di Italiano deve battere l’Olympiakos in finale di Conference (e aggiungere quindi uno slot), e il Torino non deve sopravanzare il Napoli in classifica. La condizione più scontata sembra però un’altra, ovvero quella che il Napoli batta in casa, all’ultima giornata un Lecce salvo e senza obiettivi, Tutto facile, no? No, perché in quella stagione non c’è mai nulla di facile. La partita scorre lentamente, il Napoli non ha mai una occasione, tranne sporadiche rincorse di Ngonge e Kvaratskelia. Lo scenario è di quelli tremendi: le curve mostrano striscioni con i risultati deludenti dell’annata che sta per terminare (come lo 0-3 in casa con l’Inter, la sconfitta 3-0 di Torino e ancora altri) e a pochi minuti dalla fine Calzona sostituisce capitan Di Lorenzo, che viene sommerso di fischi. Per molti è promesso sposo alla Juventus. La partita finisce e oltre il danno, anche la beffa. Il Torino, che giocava in contemporanea, vince la sua partita e fa sprofondare il Napoli al decimo posto. Solo il neo-promosso Napoli del 2007 aveva fatto peggio nell’era ADL. Lo sconforto c’è, la voglia di rivoluzione pure: secondo alcuni il non qualificarsi in Europa può essere positivo, può attirare qualcuno in cerca di rivalsa, uno specialista di queste situazioni. Il nome lo conoscete tutti.
A cura di Lorenzo Capobianco
