Roberto Rambaudi, ex calciatore ed allenatore, ha parlato in un’intervista a Il Mattino, sottolineando come sia rimasto impressionato da Alisson Santos.
“Quando era lui ad andare a tutta velocità sulla fascia, per i difensori avversari non era mai una giornata facile. Roberto Rambaudi era specializzato in corse forsennate, dribbling e cross al centro. D’altra parte è cresciuto nella bottega di Zeman. il boemo che del calcio offensivo ha fatto il suo mantra. E oggi i giocatori che provano a ripercorrere le sue orme, le sue giocate e hanno le sue caratteristiche gli saltano subito all’occhio, proprio come Alisson Santos che da quando è sbarcato sul pianeta Napoli ha messo in mostra un repertorio di altissimo livello.
Che impressione le sta facendo il brasiliano? «Innanzitutto direi meno male che è arrivato lui».
Addirittura? «Eh direi. Perché un giocatore come Alisson nel calcio di oggi ci vuole eccome. Va sempre alla ricerca dell’uno contro uno e crea sempre superiorità numerica con le sue finte».
Insomma, le piace… «È un ragazzo che ha qualità. E questo è un bene per il calcio italiano. Cerca spesso la giocata complicata sì, ma anche determinate».
Le ricorda qualcuno del passato del Napoli? «Facendo le debite proporzioni, ovviamente, ma rivedo quello spunto che aveva Kvara, ovvero quella capacità di allargarsi o accentrarsi a seconda dei momenti. E poi gli piace tanto giocare a piede invertito. Più in generale direi che incarna tutte le caratteristiche dell’esterno offensivo moderno».
Ovvero? «Cerca lo spunto e ha personalità. La sua principale particolarità sta nel fatto che calcia sempre verso la porta avversaria».
Quale caratteristica del suo modo di giocare le piace di più? «Fa prevalere sempre l’istinto e questo mi piace. Mi sembra sempre che stia giocando al giardinetto con gli amici. In due parole: si diverte. Sorride non solo con la bocca ma proprio con tutto il linguaggio del corpo. E questa sua attitudine serve sempre a tutta la squadra. I compagni sanno che possono appoggiarsi alle sue giocate facendo aumentare anche le sue consapevolezze».
«E ora cosa dobbiamo aspettarci da lui? La sua crescita è il grande punto interrogativo».
Perché? «Adesso è sicuramente una bella sorpresa del campionato, ma poi le difese lo conosceranno, gli allenatori inizieranno a prendere le contromisure e troveranno soluzioni per andare a raddoppiarlo. A quel punto sarà costretto a fare le cose più semplici e tutti noi capiremo il suo valore».
In cosa altro deve migliorare? «Sicuramente nella fase di non possesso, ma ha la fortuna di avere un allenatore come Conte che è un maestro in questo fondamentale e gli trasmetterà le nozioni più giuste. Il ragazzo dovrà essere bravo a imparare a leggere le varie situazioni di gara e non si deve perdere alle prime difficoltà, perché arriveranno”.
