Approfondimento – L’8 marzo: ridiamogli il valore che merita

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L’8 marzo, no, non è un giorno fatto unicamente per colorarsi di giallo con le mimose o per festeggiare le donne, è un giorno in cui ricordare, commemorare e soprattutto fare i conti dei progressi compiuti e delle battaglie ancora aperte in tema di diritti, parità e sicurezza. La Giornata internazionale della donna fu celebrata per la prima volta il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti su iniziativa del Partito socialista americano. In quegli anni le donne erano pronte a combattere per le loro rivendicazioni ed erano attive ed in prima linea nella campagna per il cambiamento. Nel 1908, 15mila donne marciarono per New York chiedendo orari di lavoro ridotti, una paga migliore e, principalmente, il diritto al voto. Diritto raggiunto, in Italia, a distanza di decenni: il 2 giugno 1946. Negli anni si sono diffuse leggende e storie infondate sulla nascita di questa giornata. Una delle più comuni è quella secondo cui fu istituita per ricordare un incendio che uccise centinaia di operaie di una fabbrica di camicie a New York, l’8 marzo 1908.  In realtà, quest’incendio non avvenne mai, ce ne fu uno il 25 marzo del 1911 nel quale morirono 140 persone, soprattutto donne, immigrate italiane e dell’Europa dell’Est, ma non fu davvero all’origine della festività, anche se l’episodio divenne uno dei simboli della campagna in favore dei diritti delle operaie. Sono ancora tanti gli obiettivi da raggiungere in materia di parità. E’ raro vedere donne ricoprire ruoli di spicco nelle aziende, esse sono solitamente relegate a ruoli marginali che non rispecchiano le loro attitudini professionali e le loro competenze, e sono caratterizzati sempre da remunerazione inferiore rispetto ai colleghi che occupano lo stesso ruolo.
Attualmente, l’8 marzo ha completamente perso il suo valore in quanto battaglia. Oggi si festeggia maggiormente l’apparenza. C’è chi commemora questo giorno con delle feste esagerate e decisamente fuori luogo e c’è chi regala mimose solo per abitudine, o per apparire nel giusto, senza sentirne, minimamente, il valore storico e simbolico.

Factory della Comunicazione

Ludovica Raja

 

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