I contatti in area piccola diventano tema centrale per la classe arbitrale. Dopo due episodi ravvicinati in Milan-Parma e Parma-Cagliari, è intervenuto direttamente Gianluca Rocchi a Open VAR per chiarire la posizione ufficiale. Il designatore ha innanzitutto confermato la regolarità del gol di Pavlovic in Cremonese-Milan, spiegando che dalle immagini non emerge alcun tocco di mano. Nel controllo in sala VAR si è arrivati alla stessa conclusione, sottolineando che, in assenza di un’inquadratura decisiva, sarebbe comunque rimasta valida la decisione presa in campo. L’attenzione si è poi spostata sugli episodi che hanno coinvolto il portiere del Cagliari Caprile e il difensore del Parma Valenti sugli sviluppi da calcio d’angolo. Dopo il precedente caso che aveva riguardato Maignan, Rocchi ha ribadito un principio chiaro: finché un attaccante resta fermo in area di porta non si configura alcuna irregolarità. Diverso, invece, se c’è una spinta o un’azione attiva sul portiere: in quel caso l’intervento arbitrale diventa necessario. L’obiettivo è evitare situazioni troppo affollate e aggressive nei confronti degli estremi difensori, come avviene in altri campionati. Spazio anche al tema VAR. Rocchi ha spiegato che l’indicazione è quella di intervenire ogni volta che si riscontra un errore evidente, lasciando poi a fine stagione le valutazioni sull’efficacia di questa linea. In vista del Mondiale 2026 sono previste ulteriori novità: comunicazioni più rapide sui corner e l’introduzione del conteggio dei cinque secondi per le riprese di gioco. Una misura pensata come deterrente contro le perdite di tempo: al posto dell’ammonizione, si potrà arrivare all’assegnazione di una rimessa o addirittura di un calcio d’angolo a favore degli avversari.
