Matteo Politano, nell’ultima partita contro l’Atalanta, è stato utilizzato soltanto nel finale perché al suo posto è partito titolare Mazzocchi come quarto di centrocampo a destra. È ormai questo il ruolo in cui viene stabilmente collocato: lo aveva chiarito anche Conte dopo il pareggio con la Roma del 15 febbraio, spiegando che vede Politano soprattutto come esterno e non più come seconda punta, posizione in cui oggi sta brillando Vergara.
A metà stagione, come riporta il Corriere dello Sport, Politano è considerato un esterno puro a tutti gli effetti, indipendente dal modulo: sia quando partiva alto nel tridente, sia quando agiva nei “Fab Four” alle spalle di Hojlund. Con Conte ha rafforzato ancora di più ciò che lo rende affidabile: rientri, preventive, lavoro difensivo. Per questo l’allenatore lo considera uno dei suoi elementi più disciplinati e fedeli.
Oggi Politano è un jolly prezioso: ha saltato solo cinque partite a gennaio per un problema fisico ormai risolto e, senza quell’intoppo, sarebbe stato tra i più presenti dell’intera stagione. È infatti ottavo per minutaggio (2050 minuti) e terzo per presenze complessive (33), dietro soltanto a Elmas e McTominay.
Resta però attuale il tema dei gol che non arrivano: Politano ne è consapevole, ma non lascia che questa situazione diventi un peso eccessivo. Oggi incide in altri modi — assist, accelerazioni, recuperi e diagonali difensive — ed è questa la dimensione in cui Conte lo sta valorizzando. Da quando è arrivato Conte ha segnato solo tre reti, tutte nella scorsa stagione, e l’ultima risale al 30 marzo. La porta sembra essersi allontanata, ma il mancino rimane lo stesso: potrebbe bastare un episodio per ritrovare la gioia personale.
