Euro 2023, ultimatum allo stadio Maradona! – Il Mattino

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Il problema stadio continua ad alimentare gli animi e a far storcere il naso. Al di là delle condizioni non ottimali dell’impianto il fulcro principale della questione è la possibilità di rendere Napoli una delle fortunate città ospiti di Euro 2032. Evento che non sarebbe l’unico, visto che la città ospiterà uno degli eventi più prestigiosi al mondo, l’edizione del 2027 dell’America’s Cup.

L’edizione odierna da Il Mattino, evidenzia la situazione non ottimale in merito alla questione, il Maradona è a un passo dalla clamorosa esclusione da EURO 2032. La Figc e la Uefa tengono ancora a galla Napoli con una formula che dà speranza: nel loro comunicato di ieri pomeriggio, infatti, hanno elencato gli stadi che «sono in linea con i criteri di candidatura». E quello di Napoli non c’è. «Ad oggi», aggiunge la Federcalcio. Un modo per lanciare l’ultima ancora di salvezza, forse un monito. Ma è l’ultimo: ci sono ancora cinque mesi di tempo perché il Comune e il club di De Laurentiis trovino un’intesa sulla candidatura, perché senza di quella Napoli rischia di non essere sede dell’Europeo. Cinque mesi non sono pochi, ma la sensazione è che non si perda neanche un secondo.

Napoli non può pensare di ospitare l’Europeo senza che la società di De Laurentiis ne sia coinvolta. E viceversa: impensabile che la candidatura possa essere avanzata dal club azzurro senza che ci sia il Comune. Le distanze tra amministratori locali e i vertici della società, in questo momento, sono ampie: da una parte il sindaco Manfredi, l’assessore Cosenza e il direttore generale Granata che puntano al rifacimento del Maradona (con un investimento di almeno 200 milioni), dall’altro il Napoli che pensa che questa spesa non servirebbe a rendere lo stadio di Fuorigrotta funzionale ed efficiente e in grado di far incassare al club i proventi di uno stadio moderno. Da qui la distanza e da qui i ritardi nella presentazione dello stato di avanzamento del progetto Napoli e che tengono la città fuori (provvisoriamente) dalla lista delle potenziali candidate.

 In maniera quasi imbarazzata, la Figc svela che non sa neppure quale dovrebbe essere lo stadio che dovrebbe ospitare l’Europeo: perché da una parte il Comune parla del nuovo Maradona, riqualificato entro il 2030, dall’altra parte De Laurentiis che spinge per lo stadio nuovo di zecca. E sono queste posizioni differenti a tenere lontana Napoli da Euro 2032. Su questo i dubbi ormai sono davvero pochi: ci vuole l’accordo tra Comune e società. Se, paradossalmente, il Napoli avesse uno stadio tutto suo ma non avesse il nulla osta del Comune, la candidatura non sarebbe valida. Quello che manca è un requisito-chiave nella valutazione dello stato di avanzamento della candidatura: l’indicazione congiunta dello stadio sede dell’Europeo da parte del Comune e del Napoli. In gioco non solo l’impianto, l’Uefa vuole garanzie e certezze sui trasporti e sulla cosiddette fanzone, ovvero le aree dove le tifoserie dovranno ritrovarsi. Entro luglio. Sul fatto che il progetto Maradona sia in uno stato avanzato ci sono pochi dubbi: anche la Uefa ne ha preso atto che davvero al Comune sono prontissimi a far partite i lavori e i cantieri per l’impianto entro aprile 2027, come da protocolli. Ma non basterebbe. Non basta.
 Il Comitato Esecutivo della Uefa ha fretta e ha bisogno di avere risposte precise sui requisiti per quanto riguarda l’accoglienza, la fruibilità e la capacità infrastrutturale, la sicurezza e la sostenibilità dell’evento. La delegazione Uefa ha svolto una visita in Italia ed ha incontrato presso la sede della Figc a Roma il presidente Gabriele Gravina e l’intero staff federale che segue il progetto di candidatura, guidato da Marco Brunelli. Le sedi pronte sono nove, compresa Salerno e ben due stadi a Roma. A via Allegri c’è stato anche l’incontro tra l’amministrazione comunale e il Cagliari Calcio per il progetto dell’impianto che sarà intitolato a Gigi Riva. Una simbiosi che a Napoli non c’è e rischia pericolosamente di far saltare la candidatura. Il ministro dello sport, Andrea Abodi: «A luglio dobbiamo avere già progetti non soltanto tecnici, ma anche finanziari approvati. A settembre la Figc deve poter segnalare i cinque stadi e a ottobre la Uefa. Le regole sono chiare per tutti».
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