Sotto la guida di Zanetti (ora rimpiazzato da Sammarco) Giovane era un intoccabile dell’attacco del Verona. Perché, si legge sul quotidiano Il Mattino, nonostante i soli due gol in 26 partite, è sempre stato al centro del progetto. Un po’ prima punta ma anche uomo di raccordo tra i reparti, il brasiliano ha un sinistro con il quale può innescare i compagni posizionati meglio di lui. E non a caso proprio al Verona è partito quasi sempre dal primo minuto. Il pubblico lo accoglierà certamente tra gli applausi perché i ricordi lasciati sono stati tutti molto positivi. Ai tre gol ha aggiunto anche quattro assist dimostrando la sua versatilità nel gioco offensivo.
A Napoli deve compiere lo step successivo, il passo più importante per dimostrare di essere pronto anche al vero e proprio salto di categoria. Gli piace partire dall’esterno, ma quando si accentra ha i mezzi per puntare la porta e tirare con precisione andando a segno. Negli allenamenti settimanali a Castel Volturno sta lavorando anche sulla fase difensiva e sta cercando di affinare l’intesa con i compagni di reparto. Domani potrebbe fare una vera e propria staffetta con Politano per far cambiare anche pelle al Napoli: lui più attaccante, Matteo più esterno di fascia. Una cosa è certa, l’aria di casa gli farà bene anche per avere maggiore sicurezza nei propri mezzi.
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