Conte prepara il ritorno alle origini: 4-3-3 e più equilibrio
Il Napoli doveva approdare nel futuristico 4-1-4-1 con i famosi Fab-four e si è ritrovato altrove, in una terra molto più confusa, dopo aver accantonato per mancanza di centrocampisti, anche il 4-3-3 perché Politano, come da dna, stava sempre largo in fascia e approdato al 3-4-2-1 con Vergara che ha mostrato la sua natura di incursore che ha bisogno di spazi da cavalcare.
Insomma, almeno due trequartisti alle spalle di Hojlund. Ma, come scrive Il Mattino, con il ritorno annunciato di Anguissa e poi di De Bruyne, ecco che si può tornare alle rotazioni interne e al centrocampo liquido che, nel vocabolario moderno, spesso è un eufemismo per non dire confusione: con Anguissa, insomma, si può tornare al 4-3-3. D’altronde, i 10 gol incassati nelle ultime cinque gare, sono più di un campanello d’allarme.
Il 4-3-3 è una delizia per le orecchie dei tifosi azzurri: fa rima con “grande bellezza” quella di Sarri e dei 91 punti. Ma anche con il Napoli di Gattuso, quello dello scudetto di Spalletti e pure quello di Conte-I, appena approdò McTominay. Questa estate, questa squadra nasce per stare nel 4-3-3, poi accantonato per non rinunciare ad uno dei Fab Four. Dunque, l’idea di queste giorni è un Conte che potrebbe virare a un ritorno al passato, con Olivera o Gutierrez ad assecondate le uscite e le diagonali e il resto della coppia Buongiorno-Juan Jesus. Ovvio, senza Anguissa e De Bruyne, è stato un altro calcio. Ma i due sono a un passo dal rientro.
