Il bilancio stagionale, finora, è estremamente ridotto: poco più di quaranta minuti complessivi spalmati tra campionato, coppe nazionali ed Europa. Un minutaggio che certifica un ruolo da comprimario, soprattutto in un reparto offensivo dove Hojlund si è preso la scena diventando un punto fermo. Tra i due c’è stima reciproca e la possibilità di vederli insieme resta concreta, ma Lukaku non ha ancora raggiunto una forma atletica tale da convincere Conte a puntarci con continuità. Il tecnico chiede applicazione e costanza, e il belga risponde lavorando duramente a Castel Volturno. Tuttavia è evidente la voglia di incidere, di tornare determinante. La sensazione è che senta il bisogno di recuperare terreno in fretta. Il contratto lo lega al Napoli fino al 2027, con uno stipendio da top della rosa: sei milioni netti più bonus. In vista dell’estate non mancheranno riflessioni, tra le sirene arabe e il desiderio, mai nascosto, di chiudere un giorno la carriera all’Anderlecht. Prima, però, c’è un traguardo prioritario: presentarsi al Mondiale con il Belgio nelle migliori condizioni possibili. Per Lukaku, i prossimi mesi valgono tantissimo.
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