Sarebbe stata anche la sua partita, con tutto il fascino che porta con sé. Incastrata nella settimana del compleanno, il ventiseiesimo, che poi è l’età della maturazione per un attaccante. In queste ore Giacomo Raspadori è alle prese con qualche pensiero in più, che va oltre l’infortunio al bicipite femorale: niente Napoli e presumibilmente defezione allungata alla trasferta col Sassuolo, intervallate dall’impossibilità a dare l’assalto al Borussia Dortmund mercoledì. Palladino, quindi dovrà fare a meno di lui e di De Ketelaere. Scrive il CdS: “Due assenze importanti, a fronte delle sei del Napoli: oggi mancheranno tanti protagonisti. Palladino, dunque, si affida ai suoi centravanti puri. Il momento d’oro di Krstovic in campionato è molto più che un rimedio: oggi l’attaccante montenegrino, che arriva da cinque reti nelle ultime sette partite in A, contende un posto dal primo minuto a Scamacca, 3 gol in 7 sfide al Napoli, l’ultimo all’andata. C’è una batteria che Palladino ha preparato nei minimi dettagli, si è preso l’Olimpico gestendo l’attacco con chirurgica precisione otto giorni fa contro la Lazio. E apparecchia una rivincita su quel Napoli che a novembre era sulla scena del suo esordio con l’Atalanta. Un debutto cosparso della necessità di inserire idee e materiale nonostante i pochissimi giorni di lavoro – c’era stata la sosta per le nazionali – col gruppo al completo. Da lì in poi, la squadra avrebbe preso il volo: a immagine e somiglianza del suo ottimo allenatore”
