L’Atalanta è in crescita, è evidente. Nell’undici di Palladino gioca Krstovic, in un momento d’oro, dietro le punte. Nel Napoli di Conte, invece, ci sarà il danese Hojlund. Un attaccante “contro” il suo passato. Scrive La Gazzetta dello Sport: “Si scrive Hojlund e si legge gol, of course […] è Atalanta-Napoli ma in realtà è anche Hojlund contro se stesso, il bimbetto di 19 anni plasmato da Gasperini che, mettendosi allo specchio, scopre di non avere più l’acne giovanile ma lo status d’un campioncino. Hojlund, per Hien, è il cliente scomodo che faresti volentieri a meno di incontrare, è l’attaccante che sa uscire dalle linee oppure no, attaccare lo spazio, è uomo dalla doppietta facile (una allo Sporting, una alla Juventus, una alla Cremonese e una al Genoa), è il centravanti che sa fare tutto quello che gli chiede un allenatore: anche trasformarsi, volendo, in un Lukaku diverso. E dunque, due centravanti in uno”
