L’ex commissario tecnico della Nazionale, Cesare Prandelli, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino, in cui ha parlato del Napoli e sopratutto del giovane talento azzurro Antonio Vergara.
Di seguito le sue parole:
“Una volta quando i ragazzi facevano bene c’era sempre qualcuno pronto a dire “sì, però…”. Prima si cercavano tre o quattro doti prima di portarlo in serie A, ora una basta e avanza, bisogna accontentarsi e allora evviva il talento e la spregiudicatezza di Vergara, il suo coraggio a cercare sempre la giocata, l’uno contro uno, il suo perenne tentare di saltare l’uomo”.
Sulla tardiva esplosione di Vergara, a 23 anni, Prandelli dice: “È una cosa che ci spinge a riflettere: prima a 18-19 anni se non portavano risultati, venivano abbandonati. Il caso Vergara ci porta a fare valutazioni differenti anche in Federcalcio. Si può sbocciare anche a 22-23 anni, quindi non devi perderli o abbandonarli troppo presto come si faceva una volta: dobbiamo imparare ad aspettare di più, con maggiore pazienza. Lui ha trovato Antonio Conte. Ovvio, ha sfruttato il momento ma se non avesse sentito di essere comunque dentro al progetto, non avrebbe avuto questa esplosione”.
