Stefano Accorsi, dal successo alla crisi: “Mi sentivo Dio, poi mi sono sfracellato”. Poi, la rinascita
(Adnkronos) –
Attore, padre, marito. A 54 anni Stefano Accorsi attraversa una fase di piena consapevolezza personale e professionale. Protagonista del nuovo film di Gabriele Muccino, ‘Le cose non dette’, ha fatto parlare di sé anche (e soprattutto) per la forma fisica mostrata prima sui social e poi sul set, dove interpreta un cinquantenne che prova a compensare le frustrazioni esistenziali con i successi in palestra.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Accorsi racconta com’è nata ‘l’ossessione’ per la palestra: “Gabriele Muccino mi aveva detto: ‘Ti voglio in forma’. Gli ho risposto che mi allenavo già. E lui: ‘No, devi essere in forma’. Così ho aperto i rubinetti”, racconta. L’allenamento, però, non è solo una questione estetica: “Mi fa stare bene. E quando corro mi vengono nuove idee, anche se il 90 per cento sono sciocchezze”.
Padre di quattro figli, Accorsi non nasconde che il ruolo più impegnativo sia proprio quello genitoriale. Orlando (2006) e Athena (2009) sono nati dalla relazione con Laetitia Casta. Lorenzo (2017) e Alberto (2020) dal matrimonio con Bianca Vitali, sposata nel 2015. “Siamo esseri umani, sbagliamo, non siamo eroi”, racconta parlando della sua responsabilità da padre.
La sua carriera ha avuto una rapida ascesa, culminata nel 2001 con quattro film importanti: La stanza del figlio di Nanni Moretti, L’ultimo bacio, Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek e Santa Maradona. “È stato uno di quei momenti un po’ idioti della vita in cui pensi: allora sono Dio”, ammette. “Fai un film e funziona, poi un altro, poi un altro ancora, e finisci per convincerti che l’ingrediente segreto sia tu. È lì che ti sfracelli”.
Il successo improvviso lo ha portato ad avere pressioni: il timore di scegliere il film sbagliato, di deludere il pubblico, la difficoltà di vivere una quotidianità normale. “Avevo i fan sotto casa, accendevo la tv e parlavano di me. Una volta un ragazzo mi ha riconosciuto per strada e ha fatto un incidente. Per fortuna nulla di grave. Ma ti accorgi che non puoi più guardare, sei solo guardato”.
Da quel momento, segue per Stefano Accorsi un periodo complesso: il trasferimento in Francia, meno proposte dall’Italia. Nella sua autobiografia Album Stefano Accorsi ha raccontato di notti difficili a Parigi: “Mi chiedevo se quel successo sarebbe tornato. Era angosciante”.
La svolta arriva quando decide di non aspettare più le chiamate e di avere più iniziativa. Nasce così la serie 1992, incentrata su Tangentopoli. “Ho capito che dovevo muovermi io. Lo sfracello, se sai interpretarlo, può servirti per il futuro”.
Gli amici lo definiscono “buddista inconsapevole” per il suo approccio positivo. “Forse è vero, ma i miei figli direbbero che ho poca pazienza. Se urlano, urlo anch’io”.
Quanto alla differenza d’età con la moglie, vent’anni, non è mai stata un problema: “Non ce lo siamo mai posto. È un amore bello. Lei è bravissima con i ragazzi, organizzata, capace di risolvere problemi complessi”.
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