Aliberti: “Gli arbitri italiani sono scarsi sotto tutti i punti di vista”

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A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Aniello Aliberti, ex presidente della Salernitana. Di seguito le sue parole:

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“Palladino calciatore era un ragazzo serio, tranquillo, onesto, un buon giocatore, che facesse poi l’allenatore in questo modo invece mi ha sorpreso. Sono molto felice, gioisco per lui, ma quando non gioca contro il Napoli! 11 punti dall’Inter sono tanti, troppi. Sicuramente l’Inter perderà qualche punto, ma dubito che abbia un crollo clamoroso. Il Napoli deve pensare a blindare un posto in Champions anche perché parliamo di una squadra incerottata.
36 infortuni in una stagione non mi è mai capitato e credo che il Napoli debba interrogarsi perché qualcosa non funziona. Non so se sia la preparazione, l’assistenza medica, ma da fuori vedo i numeri e sono esagerati. Anche perché gli infortuni hanno condizionato la stagione.
Gli arbitri italiani sono scarsi sotto tutti i punti di vista. C’è una tecnologia valida in campo, non so perché non se ne faccia un uso corretto. Ad esempio il gol non gol con la tecnologia è stato risolto, tante altre casistiche potrebbero supportare l’arbitro che è umano e come tale può sbagliare.
Nel calcio non sempre più spendi più vinci. Il Napoli ha speso tanto, ma è stata un’annata sfortunata visti i tanti infortuni. La chiamo annata sfortunata, ma tra virgolette perchè poi sarà il presidente ad indagare e capire cosa è successo. A fine stagione valuterei lo stato fisico effettivo dei calciatori per capire se è utile o meno tenerli. Vanno analizzati uno per uno, a De Laurentiis non mancherà giudizio così da valutare bene la rosa dell’anno prossimo. E poi, il settore medico deve far capire cosa non è andato bene.
Salernitana? Non voglio fare accuse o critiche, parliamo di una squadra a cui tengo tanto nonostante da 20 anni non metta piede in quello stadio un po ‘ per scelta e un pò per mancato invito da parte delle società che si sono succedute. In questi ultimi anni la Salernitana ha speso tantissimo, 150 milioni e se ottieni 2 retrocessioni, forse l’imprenditore deve interrogarsi sul personale, il management che ha messo evidentemente non è valido. E non è un commento, ma un dato di fatto perchè sono i risultati a parlare.
Con 150 milioni si poteva fare la coppa Uefa a Salerno, ma credo che non c’è stato chi ha accompagnato il proprietario. La società non è presente, non c’è. Mi pare ci sia un amministratore delegato che si occupa di tutto ed un direttore sportivo che si occupa di tutto, ma non c’è il presidente a prendere decisioni, ma solo un proprietario. Purtroppo è così e dispiace, ma anche in questo caso si evince che se spendi tanto non è detto che vinci.
E’ difficile che torni a fare calcio. Mi manca, ma non è più praticabile questo sport. Ci vuole l’età, in forze piene per correre dietro a tutte le cose”.
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