E’ il totem di Antonio Conte, Rasmus Hojlund. Sono 26 le partite di fila giocate dal centravanti danese. Oggi, una sua intervista ai microfoni de Il Mattino. Di seguito un estratto:
Cosa deve fare la Serie A per avvicinarsi alla Premier? «Qui quasi tutti si affidano alla marcatura a uomo mentre in Premier si attacca e contrattacca di continuo (fa il gesto con la mano di chi va avanti e indietro, ndr). Conta chi è più fisico e chi corre di più. In Italia, invece, tutto è più tattico, come posizioni il tuo corpo, come proteggi la palla».
Senza tutti questi infortuni, dove poteva essere il Napoli? «Chi può dirlo? Ma abbiamo dimostrato di avere comunque molti giocatori all’altezza. Per esempio Vergara che è una scoperta degli ultimi tempi, ma sta facendo molto bene. Ci sono aspetti positivi e negativi: per esempio mi sarebbe piaciuto molto giocare con De Bruyne tutta la stagione, ma il calcio funziona così. Non si può programmare qualcosa prima dell’inizio della stagione. Non posso dirvi dove saremmo ma avrebbe aiutato la squadra avere avuto tutti in salute: ma non so se saremmo ora più vicini all’Inter o tra le sedici migliori d’Europa».
Chi è Antonio Conte? «Mentalmente fortissimo, sono affascinato dalla sua mentalità: è appassionato, feroce. Ed è un vincente. Anzi: un serial winner, un vincitore seriale. E se non vince lo capiamo subito che non abbiamo vinto…».
