Hojlund: “A Napoli mi basta ammirare il mare e ritrovo il sorriso. Credo di poter diventare ancora più forte!”

Questo un'estratto delle parole dell'attaccante azzurro Rasmus Hojlund

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Nell’edizione odierna de “Il Mattino“, ha parlato l’attaccante del Napoli, Rasmus Hojlund. In questa lunga intervista, l’attaccante danese ha parlato di tante cose, tra vita privata, obiettivi con il Napoli e sogni futuri.

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Di seguito un’estratto della sua intervista:

Copenaghen, Graz, Bergamo, Manchester e ora Napoli. Cosa significa vivere in questa città?

«Non sto al centro ma ho una voglia matta di andare nei vicoli e nel cuore di Napoli ma so che non sarebbe semplice muoversi. Percepisco l’incredibile energia che sprigiona la città, la sentire in ogni istante: la sua vitalità e la sua personalità sono in ogni angolo, non solo al Maradona quando giochiamo noi. È una città sottostimata, neppure un poco pericolosa, nonostante tante cose che da lontano si dicono. Ma a me basta fare due passi sulla spiaggia con il mio cane, fare un salto a Sorrento o a Capri, ammirare il mare, per ritrovare il sorriso».

Il piatto preferito?

«La pizza. E quella che mangio dal primo giorno è la margherita. Non amo altro, solo mozzarella e pomodoro».

Quando era piccolo pensava di diventare un calciatore?

«Uno dei primi ricordi è mio padre che nel sottoscala ha creato un campo di calcio per me e per i miei due fratelli gemelli, che ora giocano in Germania. C’erano due porte e noi che tiravamo calci. Ma quando ero bambino non ero il talento più grande che c’era in circolazione. Anzi. Io non penso che a Copenaghen ci fosse chi pensava che avrei spaccato il mondo. Forse per questo mi portavano a fare nuoto, badminton e anche hockey su ghiaccio, volevano capire le mie attitudini. La mia fortuna è aver avuto sempre le persone giuste intorno a me. E che siano state quelle giuste lo dimostra il fatto che sto nel Napoli, il top in Italia e ho già giocato 300 partite tra i professionisti e sono vicino a 100 gol».

Bei traguardi, a soli 23 anni…

«Io sono una persona che vuole continuare a non guardare indietro, a quello che ho conquistato. Perché non ha senso. Guardo avanti, sempre. Per migliorare e per inseguire nuovi sogni. Io credo di poter diventare ancora più forte di quello che sono adesso, credo nelle mie capacità. Se sono cresciuto così tanto in questi mesi, vuole dire che posso, lavorando sodo, continuare a farlo. Senza pormi dei limiti».

A quanti anni è andato via di casa?

«Non piccolissimo, avevo già 18 anni e sono andato in Austria. Ma non ho mai sentito la lontananza dei miei genitori, nei momenti difficile al mio fianco c’era la mia ragazza, che è ancora adesso al mio fianco».

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