Champions – Due poltrone per tre pretendenti…o forse più!

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Milan-Como di questa sera sarà quasi al pari di una partita di Champions. Perché sempre di Champions League, in fondo, si tratta. L’impressione che si ha, scorgendo il calendario, è che le prossime due giornate possano essere decisive in un modo o nell’altro. Il Mattino prova a sintetizzare la situazione: Il Napoli di Conte è atteso da due trasferte tra Bergamo e Verona, due banchi di prova importantissimi perché con due storiche rivali e soprattutto lontano dal Maradona, e poi gli azzurri avranno un campionato sulla carta abbordabile: c’è un doppio incrocio in casa contro Torino e Lecce, poi la trasferta di Cagliari prima della quarta e ultima sosta di questa stagione. La sfida diretta successiva sarà contro il Milan, sempre al Maradona, subito dopo la sosta. I rossoneri di Allegri, secondi e ancora con la speranza di tenere vicina l’Inter, dopo il recupero contro il Como di questa sera dovranno vedersela con Parma (casa) e Cremonese (trasferta). Poi viene il bello: c’è il derby che farà da spartiacque a Milano, poi la trasferta a Roma contro la Lazio e il Torino a San Siro prima della sosta. Insomma, a fine marzo anche il Milan saprà a cosa potrà puntare. Ma c’è tanto altro per la Champions del prossimo anno. Dietro Milan e Napoli ci sono Roma e Juventus che se la giocheranno alla grande. Probabilmente per l’ultimo posto disponibile se le altre terranno il passo. E dopo il prossimo turno ci sarà lo scontro diretto: Roma-Juventus nel primo weekend che si affaccia a marzo può dire tanto, ma sicuramente non tutto. Perché alle spalle dei bianconeri nessuno è domo. Per esempio l’Atalanta di Palladino, e per lui centrare la Champions l’anno prossimo significherebbe fare la differenza. Dietro le volontà, ci sono i sogni. Come quelli del Como: la squadra di Cesc Fabregas è sicuramente quella meno attrezzata per la Champions League, ma perché non sognare? Il Como è a quota 41 punti e stasera potrebbe trovarne qualcuno in più contro il Milan. La zona europea è lì, non c’è bisogno di aguzzare troppo la vista per guardarla. E la Champions non è impossibile se quelle davanti frenano. La Champions è “vitale”, come dicono spesso gli allenatori dei top club, una qualificazione che poi per qualcuno rappresenterà un “problema” puntualmente il prossimo anno. Ma tant’è. Qualificarsi porta gloria e soprattutto soldi. E senza quelli, oggi, difficilmente si diventa bravi. E soprattutto regala un brivido: senza una lotta per lo scudetto non è mica poco”  

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