NESSUN PROCESSO. Conte non ha mai smesso di crederci
Dopo la sostituzione di Marassi gli si è avvicinato per rincuorarlo con parole semplici, quasi paterne: «Sono cose che capitano». Nessun processo, nessuna sentenza. Solo la richiesta di ritrovare serenità, perché in una stagione lunga gli equilibri difensivi passano anche dalla testa oltre che dalle gambe. Non a caso, già lo scorso anno, quando era arrivato da poco, l’allenatore lo aveva indicato come uno dei
possibili capitani del futuro. Un’investitura pesante, che oggi torna ad avere un significato preciso.
Anche lo spogliatoio si è stretto attorno a lui. Abbracci, messaggi, pacche sulle spalle dopo la vittoria di Genova. Tutti uniti a sostegno di Ale. La città ha fatto il resto. Buongiorno ha risposto con un post su Instagram in napoletano, diretto, senza filtri: “Pe’ sta maglia, nun se molla!”. Parole che raccontano bene lo stato d’animo di un ragazzo che sente forte la responsabilità, ma anche l’orgoglio di difendere quei colori. Contro la Roma dovrebbe tornare sul centrosinistra della difesa, posizione in cui può sfruttare meglio anticipo e letture, senza caricarsi di costruzione forzata.
Una scelta che sa di ritorno alle origini, alla ricerca della normalità prima ancora della prestazione perfetta. Fuori dal campo, con Meret, coltiva una passione curiosa: le escape room, stanze da cui bisogna uscire risolvendo enigmi entro un’ora. Stavolta l’enigma è diverso e non ha chiavi nascoste. Per uscire da questo momento servono concentrazione, fiducia e novanta minuti fatti come come si deve. Il tempo, più che un’ora, glielo concede il campionato. Ma la porta da riaprire è la stessa: quella della sicurezza. E passa tutta da una notte al Maradona, con la Roma davanti e la voglia di ricominciare. Fonte: CdS
