A Venezia Tintoretto racconta la Genesi
(Adnkronos) – Dopo oltre due secoli dallo smembramento del ciclo, le tele dipinte da Jacopo Tintoretto con Storie della Genesi tornano oggi eccezionalmente riunite alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, in occasione della mostra “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro”, curata da Roberta Battaglia e Cristiana Sburlino con il progetto di allestimento e coordinamento tecnico di Maria Antonietta De Vivo, visitabile fino al 7 giugno 2026.
Il progetto riunisce, per la prima volta dalla dispersione del ciclo, le tre tele appartenenti alle Gallerie dell’Accademia – La creazione degli animali, Il peccato originale e Caino uccide Abele – con il dipinto Adamo ed Eva davanti all’Eterno, eccezionalmente concesso in prestito dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Un evento straordinario che ricompone uno dei nuclei pittorici più significativi della storia veneziana, restituendo al pubblico e agli studiosi la possibilità di coglierne l’unità compositiva e iconografica.
L’esposizione giunge a coronamento di un lungo e sapiente intervento di restauro, realizzato tra febbraio 2024 e gennaio 2025 dalla restauratrice Claudia Vittori in occasione della mostra “Tintoretto’s Genesis”, allestita al Cincinnati Art Museum dal 18 aprile al 1° settembre 2025. Il progetto di ricerca e conservazione condotto dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, reso possibile dal contributo congiunto della Foundation for Italian Art & Culture di New York e del Cincinnati Art Museum, ha permesso di acquisire una nuova comprensione dei processi esecutivi adottati da Tintoretto, nonché delle modalità allestitive originariamente previste dall’artista e dai suoi committenti.
Il ciclo tintorettesco con Storie della Genesi fu realizzato dal pittore all’inizio degli anni Cinquanta del Cinquecento per la Scuola della Santissima Trinità, una confraternita laica ospitata fin dal 1420 in una porzione del complesso monastico della Trinità affacciato sul Canal Grande, all’estremità del sestiere di Dorsoduro. Nel 1547 la Scuola avviò un importante programma decorativo per la propria sede, con la commissione a Francesco Torbido (1486–1562) di quattro dipinti con la Creazione del mondo, cui seguì quella a Jacopo Tintoretto (1518–1594) di cinque dipinti raffiguranti episodi biblici tratti dal Libro della Genesi. Nel corso del Seicento la Scuola cambiò sede più volte, e questo comportò complicate vicende conservative per il ciclo pittorico di volta in volta trasferito.
Oltre ai tre dipinti di Tintoretto oggi alle Gallerie dell’Accademia sono giunti a noi in condizioni abbastanza compromesse: Adamo ed Eva davanti all’Eterno, oggi alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, e la Creazione di Eva, oggi in collezione privata tedesca e non presente in mostra. Tintoretto realizzò inoltre per la Scuola altri dipinti con gli Evangelisti, gli Apostoli e l’Annunciazione andati perduti. Eseguite nella prima maturità dell’artista, queste tele fondono la vigorosa costruzione della figura di Michelangelo e il colorismo di Tiziano con la pennellata energica e il dinamismo compositivo propri di Tintoretto.
L’intervento di restauro ha liberato le tele da patine e vernici ingiallite, restituendo loro una straordinaria luminosità e rivelando un paesaggio naturale che per la prima volta nella produzione di Tintoretto assume un ruolo di assoluto protagonista. Grazie a tecnologie di imaging avanzate e a competenze specialistiche approfondite, il personale di conservazione, curatela e ricerca scientifica delle Gallerie dell’Accademia di Venezia è stato in grado di comprendere e descrivere i materiali e le tecniche di esecuzione con cui Tintoretto realizzò ciascun dipinto, riuscendo a “vedere attraverso” la superficie pittorica fino agli strati più profondi. Questo studio tecnico consente di tornare indietro nel tempo e di ripercorrere il processo creativo dell’artista e della sua bottega: dalla costruzione e preparazione delle tele, al trasferimento delle idee preliminari mediante un disegno a carboncino e/o a pennello, alle successive revisioni in fase di disegno e persino in fase di stesura pittorica.
Dichiara Giulio Manieri Elia, direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia: «Questa mostra nasce da un’idea di museo inteso come luogo vivo di ricerca, capace non solo di tutelare, conservare e valorizzare le proprie collezioni ma anche di produrre percorsi di conoscenza. Il progetto su Tintoretto dimostra come lo studio scientifico e il restauro possano trasformarsi in un potente strumento di racconto, rendendo accessibile al pubblico la conoscenza, attraverso indagini scientifiche e ricerca storica, del processo esecutivo dei dipinti e delle loro successive vicende conservative. Riunire oggi il ciclo della Genesi significa restituire non solo un capolavoro alla sua coerenza originaria, ma anche offrire al pubblico un’esperienza che unisce emozione, rigore e scoperta. È in questa direzione che le Gallerie dell’Accademia intendono sviluppare la propria missione culturale»
Il percorso espositivo si focalizza sulla tecnica pittorica di Tintoretto emersa dalla campagna diagnostica e sull’intervento di restauro eseguito. Attraverso i risultati della campagna diagnostica i visitatori possono scoprire i segreti del modo di lavorare dell’artista: dall’utilizzo di un unico grande supporto tessile per le tre tele alla presenza di disegni sottostanti realizzati a carboncino e pennello, fino alle varianti compositive introdotte in corso d’opera.
La mostra è corredata da un video in sala che ricostruisce il contesto originario della Scuola della Santissima Trinità, un tempo situata presso l’attuale area della Dogana de Mar, e che approfondisce ulteriormente la tecnica esecutiva e l’intervento di restauro. (di Paolo Martini)
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