Juan Jesus a tutto tondo: “Col Var tanta confusione e calcio peggiorato! Manca uniformità, difficile appassionarsi”

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Alla vigilia della sfida valida per i quarti di finale di Coppa Italia che vedrà il Napoli affrontare il Como al Maradona, il difensore azzurro Juan Jesus ha parlato ai microfoni di Sport Mediaset a proposito delle polemiche arbitrali delle ultime settimane. Queste le dichiarazioni del brasiliano, riprese dal portale TuttoNapoli:

Ho vissuto due epoche del calcio, come De Rossi c’ero già quando c’era l’arbitro dietro la linea. Se ci sono cose che possono aiutare l’arbitro a sbagliare meno e migliorare il calcio, ben venga. Ma oggi ci sono discussioni su tutto: sui rigori, sulle punizioni, sulle ammonizioni, sulle espulsioni… Sappiamo che l’arbitro è un essere umano. Preferivo le domeniche in cui si discuteva sulla linea del fuorigioco o cose del genere. Non vedo miglioramenti su niente, si discute e fa polemica a proposito di tutti, di ogni squadra. Penso che sia stato fatto un passo indietro invece che avanti“.

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Col VAR si invoca sempre l’uniformità, ma arbitri e Var giudicano in maniera diversa tra loro. “C’è un po’ di confusione, se c’è una linea va seguita oppure si poteva lasciare com’era prima del Var, cioè facendo sbagliare un umano. Per esempio il mio fallo di mano contro il Lecce: cosa potevo fare di diverso? Avevo il braccio vicino al corpo, l’avversario era lontano, la palla mi ha solo sfiorato il dito, poi chiaro che se lo rivedi al monitor te ne accorgi. Ma anche coi pestoni: il calcio si gioca coi piedi, ci sta toccare il piede di un altro. Allora se in area lo step on foot è rigore, ogni tocco simile fuori dall’area deve essere punizione. Purtroppo sta diventando un casino e così è difficile essere un appassionato“.

E conclude: Difficile appassionarsi al calcio se tutto diventa caos, ho sentito le parole di De Rossi al riguardo così diventa un brutto sport. Ho vissuto un calcio in cui non si entrava di cattivera, ho giocato contro Chiellini, Bonucci e Barzagli, ho avuto come compagni Samuel, Lucio e Chivu: tutti difensori fisici e di contatto. Se avessero giocato oggi, avrebbero giocato una partita sì e una no…“.

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