In difficoltà, falcidiato dagli infortuni, in emergenza continua, in svantaggio per incredibili errori individuali, in inferiorità numerica, eppure il Napoli non va k.o. Perchè è il Napoli di Conte, l’allenatore che fa della sofferenza e della grinta le sue doti principali. Scrive La Gazzetta dello Sport: “Partita in equilibrio, fino al rosso a Juan Jesus. Lì De Rossi si è illuso di poter vincere, ha osato il 3-4-2-1 e all’89’ l’inserimento di Cornet, un’ala offensiva, per Vitinha si è rivelato il più azzardato dei cambi. Sarebbe stato meglio aggiungere un “ramazzatore” e intascarsi il punto. Cornet è caduto nella trappola di Vergara: sulla finta del ragazzo, ha allungato il piede e addio. Massa ha valutato che non fosse nulla di che, da Lissone lo hanno spedito al Var, e qual è oggi l’arbitro che si mette contro le immagini? Maresca lo ha fatto in Genoa-Bologna ed è stato punito. Dal dischetto, Hojlund ha timbrato il 3-2 con qualche patema (Bijlow ci era arrivato). Napoli massacrato dagli infortuni, però vivo. Conte sa instillare nei giocatori i valori della resistenza e della sofferenza: sarà dura scalzarlo da lì”
