IL Cds vota gli eroi di Marassi e Conte che fa 400 in serie A

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Dalle pagine del Corriere dello Sport

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Conte  7  La settimana tipo fa bene alla salute: squadra tostissima, pimpante e centrata anche in dieci e senza McT, l’anima della festa. Con Giovane vara per mezzora il 3-5-2.

 

 

Meret 5,5 
Pochi secondi e Vitinha lo invita al fallo da rigore. Al 40’ è decisivo su un missile di Malinovskyi.
Rrahmani 6,5 
Al rientro dopo quattro partite, da terzo di destra, e poi centrale senza Buongiorno. Solida certezza.
Buongiorno 4 
Dopo 10 secondi un goffo passaggio indietro che induce Meret al rigore. Poi regala il pari a Colombo e crolla. Disperato. Sostituzione inevitabile.
Beukema (15’ st) 6  
A guardia del forte senza fronzoli.
Juan Jesus 5 
A uomo su Vitinha, e bene. Ma quella su Ekuban, già ammonito, è una leggerezza vera.
Gutierrez 6 
Confronto intenso ed equilibrato con Martin. Ha sul sinistro la palla del tris, ma questa volta non va.
Lobotka 7 
In verticale, di misura, finanche di tacco: regista e mediano ovunque dopo l’uscita di McT. Fascia di capitano e un lavoro superbo in fase difensiva.
McTominay 8  
Quando il gioco si fa duro, il più duro è sempre lui. Eccezionale al di là del gol, bellissimo: prende un colpo a un piede, chiede il ghiaccio prima di segnare, poi si tocca un gluteo eppure continua a tirare, correre e lottare come un dannato. Infinito: un Rocky del calcio.
Giovane (1’ st) 5,5 
Mezzoretta con impegno e poca gloria, prima del sacrificio in dieci.
Olivera (32’ st) 6  
Con ordine e furore.
Spinazzola 6  
La maratona con Norton-Cuffy non è agevole, ma è attento e attivo nelle due fasi.
Vergara 6 
Tra Vasquez e Marcandalli non è aria: niente strappi e giocate chic, anzi sbuffi e affanni. Poi, s’inventa la danza del rigore decisivo.
Elmas 7 
Alimenta la manovra con muscoli, cervello e qualità quando innesca McT nell’azione dell’1-1. Mezzala destra nella ripresa con intensità enorme.
Hojlund 8 
Non segnava dal 28 dicembre in campionato e sceglie il momento giusto: prima per pareggiare da buitre dell’area, poi per realizzare il primo e pesantissimo rigore in carriera nei tornei top d’Europa. Con fortuna? Sì. Ma serve anche quella.
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