Il calcio, si sa, è un universo di emozioni estreme: a Giugno il Napoli ha celebrato lo scudetto con il giro del pullman scoperto, ma basta un episodio, come un rigore segnato o sbagliato da Pedro, per trasformare un allenatore in eroe o capro espiatorio. Così accade anche a Antonio Conte, spesso criticato per i risultati in Champions o per la gestione degli infortuni, ma che in realtà lavora costantemente dietro le quinte.
Un esempio è Vergara, giovane talento relegato in panchina fino a pochi mesi fa. Secondo la tifoseria, Conte “non ama i giovani” o “gioca sempre con gli stessi”. La realtà, però, è diversa: Conte ha scelto di far crescere il ragazzo gradualmente, evitando prestiti in Serie B, seguendolo negli allenamenti quotidiani e migliorandone forza, tecnica e mentalità.
I miglioramenti di Vergara non sono casuali. Sono frutto di lavoro quotidiano, disciplina e guida professionale, come dimostrano anche i progressi di Hojlund. L’ex campione Billy Costacurta ha sottolineato come il giocatore sia cresciuto notevolmente rispetto alla stagione precedente, mostrando personalità, intensità e capacità difensive in partite importanti contro Chelsea e Fiorentina.
In un mondo dove le opinioni sui social spesso sostituiscono i fatti, la vittoria dello scudetto ricorda che il successo reale si ottiene con competenza e dedizione, non con like e follower. Conte, con il suo lavoro silenzioso ma costante, dimostra che la professionalità paga sempre.
Fonte: Corriere dello Sport
