Il Mattino oggi in edicola analizza le parole di Noa Lang dopo il passaggio dal Napoli al Galatasaray, non senza un po’ di rimpianti per la sua breve avventura azzurra. «Sono un ragazzo che ha bisogno di apprezzamenti, se poi non li ricevi affatto da una determinata persona…», quella persona è Antonio Conte, con cui «…non è scattata la scintilla».
Non è mancato “l’attacco” all’ormai ex allenatore: «Devi anche essere trattato onestamente e non avevo affatto quella sensazione». L’olandese spiega anche perché ha scelto di andar via: «All’inizio sentivo di voler lottare per il mio posto, ma c’è anche un Mondiale in arrivo in estate…». A proposito di Nazionale: proprio dall’Olanda, a novembre, era arrivata un’altra delle stoccate di Noa (se ne sono viste più fuori che dentro il campo): «Ventotto giorni di ritiro e non ho visto un pallone» erano le parole del calciatore riportate dal suo Ct Koeman. Una doppia inesattezza che a Conte non era andata giù: il Napoli non ha mai avuto 28 giorni di ritiro e il pallone poi non era affatto mancato. Forse è per questo che quel feeling non c’è mai stato?
