ESCLUSIVA – Eden Hazard (Ex Chelsea) a Il Mattino: «Conte è un magnifico perfezionista»

L’ex stella del Chelsea: «Antonio ossessivo negli allenamenti, ma con lui si vince»

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Campioni su campioni. Questo il motto di Antonio Conte che negli anni ne ha allenati di ogni tipo. Tra Juventus, Chelsea, Inter, Tottehman e Napoli c’è quasi l’imbarazzo della scelta. E tra questi c’è sicuramente Eden Hazard, campionissimo belga che ha fatto le fortune di Conte ai tempi dei blues in Inghilterra. Ed Eden ha ancora un ricordo nitidissimo di Antonio, quell’allenatore che chiedeva tanto durante la settimana in allenamento perché sapeva che il lavoro, anche quello più duro, poi avrebbe pagato con i risultati nel fine settimana in campo.

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In quel Chelsea Hazard era la vera stella, l’uomo che accendeva la luce nella metà campo avversaria, ma soprattutto faceva anche gol, tanti gol: addirittura 16 nel campionato di Premier vinto con Conte in panchina. Ma l’ultima visita di Eden Hazard in Italia è stata a metà tra calcio e business visto che è l’ennesimo acquisto di “The wine of the champions”, il progetto tra vino e pallone di Fabio Cordella. E l’ennesimo record del belga che ha vestito anche la maglia del Real Madrid riguarda proprio il vino: da quando è stato presentato il suo vino, sono state già vendute 15 mila bottiglie solo tra Belgio e Inghilterra.

Che allenatore era Antonio Conte?

«Sicuramente uno dei tecnici più attenti che abbia mai avuto nella mia carriera. Un allenatore che pretende sempre il massimo dai suoi giocatori. È molto esigente perché sa che per raggiungere gli obiettivi prefissati serve lavorare, lavorare e lavorare. Magari all’inizio è dura per un giocatore entrare nella sua mentalità, ma quando vedi che arrivano i risultati capisci in fretta che quella è la strada giusta da percorrere».

E lei che rapporto aveva con lui?

«Ottimo, assolutamente ottimo. Un rapporto che si basava tanto sul rapporto tecnico che su quello umano. Certo, ancora ricordo quanto intensi fossero i suoi allenamenti, ricordo ancora la fatica dopo quelle sedute, ma poi con il tempo ne ho apprezzato l’importanza».

A proposito di lavoro, come era con voi attaccanti?

«Un perfezionista, un vero perfezionista. Ma non solo con noi, questo va detto. Era ossessivo, in senso buono, un po’ con tutti i giocatori a disposizione. Pretendeva il massimo. Ci chiedeva sempre lavori specifici che sistematicamente ci ritrovavamo nelle situazioni di gioco in partita».

Eppure il suo Napoli sta attraversando un momento di difficoltà dal punto di vista dei risultati…

«Ma non c’è poi da stupirsi troppo. E la responsabilità non può certo essere solo di Conte».

 

Perché?

«Il Napoli sta attraversando un momento particolare dovuto soprattutto ai tanti infortuni. Non succede mica tutti i giorni di avere questi infortuni ripetuti uno dopo l’altro».

E allora cosa si aspetta adesso?

«Conte sa come si fa. E per questo si può risollevare in tempi stretti e lottare fino alla fine per ripetersi nella grande impresa dello scudetto conquistato lo scorso anno».

Secondo lei chi è la favorita per il titolo?

«In questo momento dico ancora che l’Inter è messa meglio. Ma non credo affatto che la questione scudetto sia chiusa, anzi».

E quindi?

«Al netto dell’Inter certamente favorita, ci sono anche Milan, Napoli e Juventus che possono insidiare la prima posizione. Insomma, nulla è definitivamente detto e sappiamo bene quanto delicate possano essere le partite dei prossimi mesi per decidere chi sarà a conquistare il tricolore».

Intanto il Napoli non avrà più l’impegno della Champions League…

«Anche quella eliminazione non mi ha stupito, perché per correre in maniera decisa su due binari c’è bisogno di una rosa ampia e competitiva. A Conte sono venute meno troppe pedine importanti e alla lunga finisci per pagare i tanti infortuni».

Tra gli assenti c’è anche il suo amico e connazionale De Bruyne.

«Sono stato felice di vederlo con la maglia del Napoli. Conoscevo già il club azzurro perché per anni è stato quello del mio grande amico Dries Mertens. E per questo spero che una volta rientrato definitivamente dall’infortunio che lo ha colpito a inizio stagione possa aiutare a risollevare le sorti della squadra. Le qualità non gli mancano affatto e certamente il suo contributo potrà essere determinante per la volata finale».

Nell’attesa di De Bruyne, però, è tornato a disposizione un altro suo connazionale: Lukaku.

«Che grande campione che è Romelu. Oltre a essere un bomber infallibile è anche una persona stupenda. Una cosa è certa: se sta bene può davvero dare una grande mano fondamentale al Napoli. E questo lo sa bene anche Conte che infatti lo ha voluto fortemente lo scorso anno per lottare per lo scudetto poi vinto alla fine della stagione».

Tra i suoi ex compagni ai tempi del Chelsea c’è anche Fabregas, che alla guida del Como sarà il prossimo avversario del Napoli ai quarti di finale di Coppa Italia.

«Quello che sta facendo alla guida del Como è solo frutto delle sue grandi qualità. Ne ha da vendere e di questo ne sono sempre stato convinto. Ci sentiamo spessissimo e siccome sono un grande tifoso del Chelsea quando abbiamo parlato l’altro giorno gli ho detto: “Fratello sei pronto per allenare i blues”. Non sono meravigliato da quello che sta facendo vedere a Como».

 

 

Fonte: Il Mattino

 

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