C’è differenza. Con o senza Amir Rrahmani c’è differenza. Lo dicono i numeri. Senza di lui e considerando tutte le competizioni, il Napoli ha subito 26 gol in 15 partite, perdendone 6; con lui in campo, le reti incassate sono state 11 in 19 partite. Sembra abbastanza chiaro. Oggi dovrebbe cominciare a fare sul serio in vista di Genova, sfida in cui dovrebbe rientrare. Su di lui il Cds scrive: “Alla pessima notizia dell’infortunio di capitan Di Lorenzo, corrisponde quella ottima del ritorno del leader della linea difensiva. A tre o quattro che sia: sono soltanto numeri con cui giochicchiare che non alterano la sostanza. E se invece volessimo immaginare il Napoli come un gioco, un videogame, allora Rrahmani sarebbe il joystick della difesa. Quello che un tempo era Albiol, quello che negli anni è diventato Koulibaly: il totem, il direttore dei lavori che domina gli avversari e regala sicurezza ai compagni, migliorando tempi e modi d’intervento di tutti. Amir è uno degli insostituibili: per intenderci, il suo impatto sulla squadra vale quelli di Lobotka, McTominay e Hojlund. Si chiamano colonne, e non a caso senza di loro la spina dorsale della squadra si sgretola”
